Il diario di Giulia, volontaria Sve: «È un’esperienza bellissima, ma stare lontana da casa e dagli amici non è facile»

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Non ci sono soltanto momenti felici nell’attività di volontariato internazionale. Ogni tanto la nostalgia, la lontananza da casa si fanno sentire. È il tema di oggi della rubrica “Vieni via con me”, che presenta racconti di giovani impegnati nell’anno di volontariato internazionale (Sve) in collaborazione con Gruppo Aeper. Giulia, autrice del “diario” di questa settimana, viene da Klagenfurt, in Austria, e presta servizio nelle Politiche Giovanili di AEPER grazie al progetto STAND BY ME, finanziato da Erasmusplus che porterà 4 giovani volontari in AEPER nei prossimi due anni. Giulia  affianca le figure educative nei progetti di Mapello, Ambivere e Valtrighe in collaborazione con le Parrocchie, ma dedica parte del suo tempo all’elaborazione di un progetto individuale, all’esplorazione di tutto il panorama delle politiche giovanili di AEPER e alla scoperta delle possibili forme di autoimpiego accessibili a giovani creativi.

Per Pasqua sono andata a casa in Austria. Sono stata là per dieci giorni e secondo me è stato un errore perché mi ha fatto riassaporare luoghi e routine familiari. Non avrei dovuto farlo in questo momento, perché essere a casa per un periodo così lungo fa male al cuore. Già prima mi mancavano i miei amici ma adesso è ancora peggio. Infatti non pensavo mai che io sarei stata una persona malinconica che prova nostalgia e non capivo come può essere duro non avere vicino le persone che mi fanno stare bene.
Anche se l’idea di viaggiare nell’Europa Unita e di incontrare altri ragazzi in altri Paesi comunque simili al mio è bella, sento la differenza tra me e gli italiani. È difficile essere sola in un Paese dove non sei cresciuto. Non solo a causa della lingua ma anche a causa della mentalità.
Adesso sono arrivata ad un certo punto dove devo stringere i denti e fare quello che posso. Devo pensare bene cosa posso imparare da questa situazione. Perché non voglio solo migliorare l’apprendimento della lingua, ma essere felice e crescere. Credo che lo SVE sia una opportunità bellissima ma come mio papà aveva detto già dall’inizio, non tutto andrà per il verso giusto. Seguitemi anche sull’account Instagram: sve.standbyme

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