L’onda dei Giovani della Pace a Bergamo: «Insieme possiamo cambiare il mondo»

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Il 6° Appuntamento dei Giovani della Pace, a Bergamo l’11 maggio, avrà al centro migliaia di giovani. Il Sermig – Arsenale della Pace di Torino, ente organizzatore, da sempre ha deciso di mettere i giovani al primo posto: l’Arsenale è, per definizione, casa per i poveri e per i giovani. Ogni anno da lì passano centinaia di ragazzi, che lo rendono un punto di osservazione credibile sulle nuove generazioni. La prospettiva non è confortante: “È inutile nascondercelo: i giovani oggi sono protagonisti di una difficilissima fase di transizione” racconta Ernesto Olivero, fondatore dell’Arsenale della Pace “I vecchi stili di vita non sono più adeguati a un tempo complesso come il nostro e non sono ancora stati sostituiti da nuovi modelli solidi. I giovani sono bombardati da messaggi contraddittori e circondati da “cattivi esempi”. Si ritrovano spesso incerti, confusi, insoddisfatti. Ci si ritrova in età adulta con le mani vuote e la vita svuotata di senso”.

Una prospettiva problematica, ma non pessimistica: “Siamo convinti che i giovani di oggi, in realtà, abbiano ancora dentro di sé il desiderio di valori profondi, di trovare “padri” e “maestri” cui affidarsi per crescere”. La responsabilità, in questo senso, deve essere soprattutto dei “grandi”:  “Bisogna tornare a proporre i giovani ideali alti e obiettivi grandi per cui spendersi. È necessario tornare a proporre attraverso l’esempio di vita. Oggi non è il tempo di educare con delle prediche, né il tempo per scrivere libri con ricette su come liberarsi dai mali del mondo. Oggi è il tempo della testimonianza. Per affrontare l’emergenza giovani non abbiamo alternativa. Dobbiamo diventare credibili”.

I giovani, quindi, hanno bisogno di adulti che siano punti di riferimento, capaci di dare fiducia e solidità. Il cammino degli Appuntamenti dei Giovani della Pace, che a Bergamo arriverà alla sua sesta edizione, è nato proprio dalla consapevolezza di una crescente spaccatura tra le generazioni. Il desiderio alla base degli Appuntamento è quello di unire, e di far dialogare, il mondo dei giovani e quello degli adulti. Anche a Bergamo tutte le Istituzioni, le autorità, i rappresentanti del mondo dei “grandi” e tutti gli adulti sono invitati ad essere presenti in piazza, non a fare passerella ma a testimoniare il loro impegno di ascolto delle giovani generazioni. I giovani, l’11 maggio, verranno ascoltati.

Chiara, del gruppo Sermig di Bonate, coinvolta nell’organizzazione dell’Appuntamento, racconta così le motivazioni dell’Appuntamento a Bergamo: “Negli Appuntamento precedenti abbiamo visto i giovani messi al centro, riempiti da responsabilità e accompagnati da adulti capaci di dare consigli saggi. Ci siamo sentiti estremamente fortunati, per questo abbiamo deciso di portare a Bergamo l’Appuntamento: vogliamo che tanti giovani possano vivere un’esperienza che a noi ha dato moltissima speranza”.

Gli adulti hanno un compito importante: “I giovani sono né più né meno lo specchio di noi adulti: se non siamo disposti noi a un cambiamento radicale di direzione, dobbiamo smettere di parlare di giovani e dei loro problemi. Tutti dobbiamo rimetterci in discussione. Quanti giovani ho conosciuto, giudicati delinquenti o buoni a nulla, che trovate le condizioni giuste sono diventati dei capolavori. Hanno avuto il coraggio di cambiare” dice Ernesto Olivero.

Che l’11 maggio possa essere stimolo per un cambiamento che riguarda ognuno. Un mondo diverso può iniziare solo dall’impegno personale. E da un nuovo patto di ascolto e fiducia tra le generazioni.

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