La leggerezza dello Spirito e la pesantezza della Chiesa

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Sta per arrivare la Pentecoste. Lo spirito è vento, fuoco, qualcosa di molto leggero. Voi monache in che misura vi sentite spinte da questo Spirito leggero che soffia nella Chiesa? La quale Chiesa, come tu sai molto bene, è per tanti versi molto pesante e apparentemente lontana da quello spirito leggero. Giovanni

Ci sentiamo spinte dallo Spirito Santo nella misura in cui sappiamo integrare l’ascolto del Vangelo, con quello della nostra travagliata storia, caro Giovanni, e percepirne l’impellente chiamata del Signore a perseverare nonostante il sopraggiungere di burrasche o pericolosi “naufragi”.

Chiamati a testimoniare nonostante

Dinanzi ai lidi esistenziali sempre più “lontani” che si profilano all’orizzonte della storia, non possiamo indietreggiare, rimpiangendo la quiete della riva; al contrario siamo chiamate a continuare a donare la nostra testimonianza con fermezza e convinzione. Di fronte a coloro che si accontentano di un cristianesimo a buon mercato, capace solo di urlare ai quattro venti: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”, credendo di dar culto a Dio, noi rimaniamo ancorate all’amore del Padre che invita tutti i suoi figli a riconoscersi fratelli e sorelle.

Allo stesso modo, davanti ai “muri” che si innalzano con leggerezza e ai “pugni duri” che tradiscono paura e debolezza, insistiamo nel credere che è ancora possibile impegnarci, con umiltà, nel costruire quella famiglia umana sognata da Dio.

Lo Spirito ci butta fuori dalle nostre sagrestie

Sono queste le sfide più importanti e ardue che, oggi, come Chiesa tutti siamo chiamati ad affrontare, sospinti dal soffio dello Spirito del Risorto. Come brezza leggera, o come vento gagliardo, egli ci “butta fuori” dalle nostre sacrestie e ci invia sul tempestoso mare di questa nostra dolorosa storia per continuare a gettarvi le reti della speranza. È urgente! Ce lo chiedono i popoli oppressi dai paesi ricchi e prepotenti; ce lo chiedono coloro che hanno dato la vita per un’Europa unita e solidale; ce lo chiede il sangue versato dai tantissimi innocenti con la sola colpa di essere nati altrove; ce lo chiede la nostra coscienza di battezzati.

A tutti i cristiani, che si professano tali, pastori, consacrati, laici impegnati, oggi è richiesto un surplus di docilità e di leggerezza, unito a fortezza e franchezza, perché lo Spirito possa veramente scrivere “diritto” su queste nostre povere righe storte.

Come sentinelle a scrutare l’orizzonte

Egli è sempre all’opera creando e ricreando senza sosta. I nostri cuori, però, sono spesso induriti, i nostri occhi miopi, le nostre menti confuse; siamo incapaci di riconoscere la sua presenza nelle situazioni della vita.

Non è semplice, infatti, distinguere lo Spirito del Signore dagli spiriti del male, che in molti modi, tentano di scimmiottarne l’azione, travestendo lupi in agnelli! Per questo è necessario imparare la difficile arte del discernimento in ogni ambito della nostra vita.

Sia proprio lo Spirito santo a trasformarci in cristiani “tutti d’un pezzo” che, come sentinelle, sanno scrutare l’orizzonte del nostro tempo per riconoscere ciò che molti non sono più in grado di vedere e indicarlo, con parresia, disposti anche a perdere la propria vita, gli onori e quant’altro, perché l’umanità possa aprirsi finalmente alla speranza.

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