Ogni bimbo ce la fa, prima o poi. Le conquiste più belle hanno bisogno di tempo

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“Davvero tuo figlio non cammina ancora?! Il mio a 11 mesi correva come un pazzo”. “Eh già, questione difficile quella di levare il pannolino. Inizia il prima possibile, mi raccomando. Che poi i maschi sono pure più lenti, le femmine almeno imparano subito”. Ne avrei parecchie, di raccomandazioni essenziali per la crescita da citare. Quelle che proprio ringrazi di ricevere. Così vai in tilt, i dubbi ti assalgono, i sensi di colpa attendono in agguato, in un lampo ti senti una madre inadeguata incapace di far raggiungere a suo figlio gli step basilari. “Non lo lasci mangiare in autonomia? Il mio a cinque mesi prendeva da solo la sua pappa dal piatto”. “Ma come, non mi dirai che di notte non dorme? Non gli hai  ancora regolarizzato gli orari del sonno?”.

Care mamme, in quei casi seguite il mio, di consiglio: tappatevi le orecchie o annuite distrattamente senza minimamente ascoltare. Sì, perché se c’è una cosa che ho imparato grazie al fatto di aver avuto due figli a distanza iper ravvicinata è questa. Ognuno ha i suoi tempi, le sue difficoltà, i suoi ritmi. Ma tutti ci arrivano. Mio figlio ha imparato a camminare molto presto, a mia figlia c’è voluto più tempo. Lei scandiva alla perfezione parole complesse mentre lui, pur essendo più grande, ancora nemmeno pronunciava la “s”. Lui per un po’ ha continuato a farsi la pipì addosso, lei una volta tolto il pannolino è diventata autonoma in un attimo.

Stanno crescendo insieme, sotto lo stesso tetto, condividendo l’intero pomeriggio e la serata a suon di giochi e litigate, eppure sono diversissimi. Ed è osservandoli che un bel giorno sono giunta alla conclusione che bisognerebbe relativizzare molto, vivere in modo più sereno ogni tappa della vita, non cercare a tutti i costi di precorrere i tempi, di arrivare primi. Di medaglie alla bravura, questo è poco ma sicuro, nessuno te ne da. Un’amica, chiacchierando sul fatto che il mio bimbo non fosse convintissimo di voler togliere il pannolino, qualche anno fa mi disse: “Tu hai mai visto un adolescente pisciarsi addosso? Ecco, imparano tutti. Anche tuo figlio. Magari ha giusto bisogno di qualche mese in più”.

Beh, quella frase m’è tornata spesso alla mente, ogni volta che c’era qualche tappa che da manuale si raggiunge a una certa età, ogni volta che mi sorgevano dubbi e iniziavo a temere di aver bisogno di specialisti. E ogni volta i miei figli mi hanno sorpresa. Cose che proprio non riuscivano a fare sono poi riusciti a svolgerle alla grande all’improvviso, così, come se nulla fosse. Come se, semplicemente, fosse quello il momento giusto.

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