Al Macs di Romano la pala della Madonna della Cintura di Giovan Paolo Cavagna

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Un grande ritorno alla sua città d’origine e al tempo stesso una nuova scoperta per gli amanti dell’arte e per i cittadini di Romano di Lombardia. La splendida pala Madonna della cintura con i santi Agostino, Monica, Nicola da Tolentino e offerenti, dipinta nel primo decennio del Seicento dal pittore rinascimentale Giovan Paolo Cavagna (1556-1627) è stata al centro dell’ultimo appuntamento mensile «Un’Opera al Mese» al Museo di Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia.

L’opera è di proprietà dell’Accademia Carrara di Bergamo ed è stata restituito in comodato temporaneo al Macs di Romano di Lombardia, perché era stata realizzata proprio per la stessa città ed era stata collocata sopra l’altare nella cappella della B.V. della cintura, ovvero nella chiesa conventuale di S. Maria della Misericordia.

Questo dipinto di grandi dimensioni (267 x 175 cm) rappresenta la Madonna seduta su una nuvola tra una schiera di angeli adoranti con il Bambino in braccio mentre cede a Sant’Agostino la cintura alla presenza di Santa Monica e San Nicola da Tolentino. Inoltre, gli elementi che spiccano in questa pala sono: il piviale vescovile dorato indossato da Sant’Agostino che contrasta il suo abito nero appartenente all’ordine degli agostiniani, il saio monacale con cui è vestita Santa Monica e i tre simboli iconografici di San Nicola da Tolentino quali il crocifisso, il giglio e il sole. Ma in fondo, sono rappresentate sei persone, offerenti che assistono alla scena raffigura da Cavagna. Questa è la scena in cui si documenta la fondazione della Confraternita della B.V. della Cintura a Bergamo nel 1433 e a Romano nel 1584. Secondo le ricerche realizzate da mons. Tarcisio Tironi direttore del Macs e l’architetto Bruno Cassinelli, questo gruppo di persone, pur non indossando la veste ufficiale dell’associazione religiosa, è composto dalle due famiglie dei fratelli Innocente e Mario Jacomo  Firmini chiamati Li Calepij che abitavano fuori dalle mura di Romano di Lombardia. Nello specifico, a sinistra,  i tre figli maschi di Innocente, il primogenito Francesco, Giacomo e Antonio e a destra le due figlie di Mario Jacomo, Elisabetta e Margherita nate nel 1584 e 1588 con la vedova Domitella ritiratasi a vita religiosa a seguito della morte del marito. La grande pala si potrà visitare presso il Macs gratuitamente ed è stata collocata al primo piano.

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