Anche al monastero si fanno le ferie. Un po’ particolari

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Di noi vanno in vacanze in questi giorni. Voi, nel monastero avete qualcosa che si possa paragonare alle vacanze? E se sì che cosa fate o non fate in quel tempo? Giulia

Anche noi in monastero abbiamo “qualcosa” che si può paragonare alle vacanze, cara Giulia; nella nostra vita, però, occorre distinguere tra “vacanze” e “Vacanze”. Spieghiamoci meglio.

Ad agosto, dopo la festa di santa Chiara…

Nel mese di Agosto, dopo la grande solennità della nostra madre Santa Chiara, abitualmenteci concediamo un periodo di vacanze, caratterizzate dal sereno svago (all’interno della nostra casa s’intende!). Questo periodo – che noi chiamiamo “ ferie” e che generalmente si prolunga per 3 settimane, – non prescinde, però, dalla nostra particolare forma di vita contemplativa e monastica e dalle indispensabili incombenze settimanali che ogni sorella è chiamata a svolgere per l’utilità comune, ma offre la possibilità di “staccare” un poco “la spina” dal ritmo quotidiano per lasciare più spazio al riposo e al tempo libero.

L’alzata mattutina, ad esempio, è posticipata entro, e non oltre, le ore 6,30 a discrezione di ogni sorella; la preghiera pomeridiana dell’ora nona (ore 15) viene celebrata individualmente e liberamente, per donare la possibilità, a coloro che ne avessero necessità, di godere della tipica “pennichella” estiva. Il lavoro comunitario, eccetto le indispensabili incombenze domestiche e fraterne, lascia maggior spazio al tempo libero prolungato che ogni sorella può occupare come vuole: in distensivi colloqui fraterni e ricreativi, nell’abbondante preghiera personale e in alcuni hobby.

Anche la quotidiana consuetudine di consumare i pasti in silenzio cede il passo ad allegri e gioiosi pranzi, addolciti da qualche piccola leccornia estiva; in alcune circostanze, poi, ceniamo all’aperto, godendo della frescura serale (… si fa per dire in quel di Boccaleone!!!). Per chi lo desidera, inoltre, è offerta anche la visione di un film comico, o semi-serio perché, si sa, anche in clausura, il “riso fa buon sangue”.

Le Vacanze con la “V” maiuscola

In monastero, però, ci è data la possibilità di vivere, in particolari periodi dell’anno liturgico, un altro genere di Vacanze, (se così si possono chiamare) decisamente più importanti, necessarie e impegnative delle prime, poiché hanno a che fare con la dimensione spirituale della nostra vita e della nostra vocazione.

In questi particolari tempi dello “Spirito” abbiamo la possibilità di sospendere le nostre attività quotidiane per “ritirarci” in disparte e sostare, in solitudine e in silenzio, ai piedi del Maestro per ascoltare la sua Parola, aprire il nostro cuore al suo amore e risintonizzare la nostra vita interiore sulle note dello Spirito, cercando, con il suo aiuto, di mettere ordine nella nostra interiorità e nei nostri affetti.

Sono i tempi preziosi degli esercizi spirituali annuali, della giornata di ritiro mensile, o semplicemente, di tempi prolungati di silenzio e di preghiera durante il nostro quotidiano, veri e propri toccasana che rinvigoriscono l’anima e il corpo, rendendoci maggiormente disponibili a seguire il Signore con più slancio e prontezza.

Che ne dite? Una grazia, vero?

Immagino che qualcuno arriccerà il naso dinanzi a tutto questo; proprio a costoro osiamo rivolgere l’invito, per le vicine vacanze, di integrare momenti distensivi e ricreativi con istanti brevi per sostare in silenzio davanti al Signore e rigustare il suo amore.

Forse c’è solo bisogno di una spinta!

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