Compagni di passo, affrontare le difficoltà camminando insieme

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Quando uomini e montagna si incontrano, grandi cose accadono”, così scriveva William Blake, fonte di ispirazione per “Compagni di passo. Affrontare le difficoltà, camminando insieme”, un progetto di Caritas Diocesana Bergamasca che, lanciato lo scorso inverno, con un corso di formazione rivolto a operatori e volontari, vede ora i viandanti a metà di questo primo cammino, lungo un anno.

Compagni di passo nasce, quest’anno, per la sua prima edizione, dal desiderio di far sperimentare il grande incontro con la montagna a utenti con differenti fragilità dei servizi Caritas. Compagni di passo vuole essere la strada da percorrere insieme per permettere alle persone che quotidianamente usufruiscono dei servizi Caritas di uscire dai luoghi comuni e conoscere un nuovo sé e nuovi compagni di viaggio, in un’esperienza capace di generare relazioni sane e sviluppare tutte quelle doti necessarie per affrontare una strada in salita: preparazione, e non solo in senso metaforico, dello zaino, valutazione della propria capacità di resistenza, gestione degli imprevisti, anche meteorologici, fiducia in sé stessi e negli altri, sostegno reciproco, sicurezza e determinazione.

Compagni di passo è un progetto ispirato alle pratiche di montagna-terapia, basato su una metodologia a carattere socio-educativo. Ogni uscita, per il periodo compreso fra marzo e dicembre, inizialmente un mercoledì al mese, poi una volta ogni due settimane, prevede il coinvolgimento di piccoli gruppi, 7 o 8 persone al massimo, e la cooperazione della Commissione Impegno Sociale del CAI di Bergamo, dei Centri di Ascolto parrocchiali, dei Servizi Sociali territoriali, delle comunità parrocchiali dei paesi lungo cui si snodano i sentieri da percorrere e degli operatori di almeno due operatori di Caritas Bergamasca.

Compagni di passo è l’occasione per gli utenti e i loro accompagnatori di (ri)scoprirsi e oltre a sé anche di guardare con occhi nuovi la bellezza delle montagne bergamasche, percorrendo gradualmente sentieri che permetteranno di puntare sempre più in alto, spingendosi dai 1000 fino ai 2500 metri.

Mauro Corona scrisse “Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione” ed è questo l’attitudine che muove i viandanti di Caritas ad intraprende il loro percorso, perché sia un cammino improntato alle opere segno che contraddistinguono l’operato di Caritas, attento e capace di riconoscere la preziosa unicità della persona, protagonista di relazioni umane.

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