Il gruppo jazz che si esibisce a occhi bendati: musica oltre le barriere

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A occhi coperti. C’è un gruppo jazz a Domodossola che si esibisce a occhi bendati o coperti. La notizia, apparsa in questi giorni su un quotidiano nazionale, è lanciata con uno strillo in prima pagina.
Si può dunque dare spazio alla piccola cronaca, si può incastonarla nella grande cronaca, si possono mettere entrambe in dialogo nel grande teatro della comunicazione.
Il primo risultato e quello di proporre una narrazione del territorio che non fondata esclusivamente, o quasi, su fatti negativi e tristi. È un passo importante per dare maggiori conoscenze per una valutazione responsabile della realtà.
Della band musicale di Domodossola fa parte il batterista Marino Mazzoni che ha 59 anni. Perse la vista all’età di 13 anni.
Con lui suonano tre musicisti professionisti, con età attorno ai trent’anni, tutti con gli occhi bendati o coperti quando sono alle tastiere, al basso elettrico, alla chitarra.
Dal palco oltre, a quelle della musica jazz, partono vibrazioni che interrogano le persone sul tema delle diversità, dell’accoglienza o del rifiuto dell’altro.
“È la stessa condizione – dice Marino Mazzoni – in cui si trova una persona cieca. Scattano interrogativi ma ci si mette anche in gioco”.
Si mettono in gioco anche i tre musicisti vedenti perché la loro scelta, oltre che a esprimere pubblicamente una originale forma di solidarietà, diventa uno straordinario messaggio educativo.
Trasmesso con il linguaggio della musica il messaggio è che le differenze e i limiti non sono ostacoli insormontabili, non sono motivi per separare: sono occasioni per ritrovarsi uomini e donne pensanti.
È, infatti, il pensiero sull’altro che prende posto nella mente e nel cuore. Si rompe la crosta della diffidenza e della paura e apre l’orizzonte della dignità della persona.
Marino Mazzoni, con la passione che lo vede “fondersi” nella batteria, chiede a chi lo ascolta di trasformare la reazione emotiva in una nuova consapevolezza.
E’ un messaggio in cui è racchiuso il desiderio della gente di trovare parole che non lascino il sopravvento a quelle della violenza, della diffidenza, della indifferenza.
E’ un messaggio controcorrente rispetto alle affermazioni di quanti politicamente si vantano di avere il polso del territorio.
La band jazzistica di Domodossola manda questo messaggio. Ci sono certamente altri esempi. Raccontarli anche sui grandi media nella cronaca del giorno e non in rubriche dedicate, significa contribuire alla formazione di una coscienza autenticamente critica. Significa incoraggiare l’opinione pubblica a non fermarsi alla cronaca nera quando vuole esprimere un giudizio sul territorio. Significa per i media ritrovare il senso ultimo di un servizio.

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