L’estate dei Giovani per il Mondo con la Caritas, “Non per fare ma per vivere”

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Arriva l’estate e con lei la voglia di viaggiare, eppure 130 ragazzi della nostra Diocesi già da mesi sono in viaggio: la loro avventura è iniziata infatti lo scorso 1° marzo, quando hanno accetto la proposta lanciata da Caritas Diocesana Bergamasca e hanno scelto di diventare Giovani X il Mondo ai confini dell’Europa. Quella di Giovani X il Mondo è un’esperienza ormai decennale di Caritas, che ogni anno offre ai giovani di età compresa fra 15 e 30 anni di partire alla scoperta di luoghi ricchi di umanità: dall’inizio della sua esistenza il progetto si è trasformato spingendo i giovani a conoscere mete lontane toccate da calamità naturali e conflitti, per poi raggiungere terre di confine geografico e sociale.

Sono i cambiati gli spazi e con loro il format del viaggio: in passato a partire erano piccoli gruppi di giovani che, accompagnati dalla presenza di un capogruppo, percorrevano insieme le tappe del viaggio, dalle giornate di formazione iniziale alla rilettura dell’esperienza una volta rientrati in Italia; negli ultimi anni a loro si sono aggiunti gruppi oratoriali più numerosi, guidati dal proprio sacerdote; quest’anno, infine, che a partire siano singoli membri di un gruppo che si scopriranno amici alla fine del viaggio o amici che già si conoscono e che torneranno a casa più affiatati che mai, saranno loro e soltanto loro i protagonisti del viaggio, senza che ci sia un capogruppo a guidarli. “Abbiamo scelto di eliminare la figura del capo gruppo affinché ognuno dei giovani che partiranno, soprattutto i viaggiatori dei piccoli gruppi che si sono costituiti durante il percorso formativo, diventino completamente responsabili, per sé stessi e nei confronti degli altri, della propria esperienza” spiega Aldo Lazzari, operatore di Caritas Diocesana Bergamasca presso l’Ufficio Pace e Mondialità.

Caritas Bergamasca, come ogni anno, invia i propri messaggeri affinché continuino ad essere testimoni di quel motto che da sempre li ha contraddistinti “non per fare, ma per vivere”, perché la loro sia un’esperienza di incontro con tutti coloro che incontreranno lungo il proprio cammino e ed empatia con la loro storia di marginalità. “Proponiamo ogni anno l’esperienza di Giovani X il Mondo perché crediamo fortemente nella bellezza dell’incontro con l’altro, che sia il compagno di viaggio o l’ospite. Ci crediamo tanto perché leggiamo in questo viaggio l’occasione di un incontro autentico, anche con se stessi. Giovani X il Mondo, infatti, non si può ridurre al periodo trascorso lontano da casa, il vero viaggio per il quale partono questi giovani viaggiatori è, piuttosto, quello che inizia una volta tornati a casa, quando sarà lo sguardo con cui osservare la quotidianità ad essere cambiato, restando umano”.

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