L’estate arriva all’improvviso. E ti trova impreparata.

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L’estate arriva all’improvviso, da un giorno all’altro. E ti trova impreparata. Tipo che appesi all’ingresso di casa avevi ancora i cappotti, i tuoi figli uscivano con felpa e pantaloni, le vacanze sembravano lontane anni luce. Poi un bel giorno ti svegli e ci sono quaranta gradi, scopri che i tuoi figli non hanno nemmeno una maglietta a maniche corte perché quelle dello scorso anno sono già troppo piccole, i cioccolatini sul tavolo si squagliano, la voglia di ghiaccioli cresce, la scuola materna sta per finire. Ebbene sì, questo dettaglio ti stava sfuggendo. Eppure i ragazzi sono già alle prese coi Cre, potevi arrivarci che non dovesse mancare molto alla fine di quest’anno d’asilo.

“Mamma finiamo giovedì”. “Giovedì?! Come giovedì, ma la settimana non finisce venerdì?!”. Eh niente, hanno ragione. In tempo zero occorre escogitare un piano per affrontare con coraggio quest’estate che non bussa alla porta ma la spalanca ed entra di prepotenza in casa. In vacanza, per ora, non si va. E allora occorre analizzare tutte le possibili alternative.

Il parco, sì, iniziamo dal parco. Zainetto con borraccia e frutta, si salta in sella alla bici e via. L’asfalto sembra lava, pure il prato emana calore ma in qualche modo ai giochi si arriva. I bimbi corrono come matti anche sotto il sole cocente, sfidando carrucole vicine al punto di fusione e scivoli ai quali le gambe restano appiccicate. Ma io no, dopo dieci minuti alzo bandiera bianca. A me, tra un rivolo di sudore e l’altro, si affievoliscono i pochi superpoteri rimasti.

C’è la piscina del paese vicino, in alternativa. Solo l’idea però mi stressa. Peggio che peggio i vari parchi acquatici, gli spazi gioco al chiuso con aria condizionata sparata, le gite troppo impegnative. Meglio stare a casa, lo ammetto, il caldo mi spegne il cervello. Compriamo un’anguria gigante, mettiamola in frigo, mangiamocela in giardino. E già che ci siamo montiamo pure la piscinetta (la nostra, quella piccola, quella che al massimo ci si sta in tre se si pesa ciascuno meno di 15 chili), che rinfresca. Per una buona mezz’oretta, se si ignorano le zanzare, si sta alla grande. Si gioca, si sparge acqua ovunque, si usano i sassolini come fossero barchette, ci so gode l’estate.

Non mi dispiace. Alla fin fine si può essere in vacanza anche stando a casa, senza doversi inventare chissà quali alternative, senza dover rendere speciale ogni cosa. Che poi, a dirla tutta, mangiare l’anguria sporcandosi la maglia e sputando i semini nel praticello del giardino è davvero, una cosa speciale.

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