Condominio Solidale Mater. Storie al femminile di solidarietà, accoglienza e speranza

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C’è un luogo, a Bergamo, dove la solidarietà femminile si tocca con mano e la rete di vicinato attiva è pane quotidiano. Si tratta del Condominio Solidale Mater, una struttura di accoglienza femminile del Comune di Bergamo gestita da Cooperativa Ruah e Caritas Bergamasca.

 

Mater, un aiuto a donne sole o con minori

L’obiettivo? Supportare temporaneamente donne sole o con minori con bisogno abitativo. I casi sono diversi: c’è chi ha difficoltà economiche, chi sociali, o semplicemente chi è alla ricerca di una casa a prezzo calmierato. Negli ultimi mesi infatti sono sempre più numerose le richieste di privati che chiedono di accedere a questo servizio.

Attualmente i diciotto appartamenti ospitano 21 donne, tra le quali cinque utenti private e 19 minori, molte senza una rete parentale sui cui poter contare. Su 40 ospiti 16 hanno la cittadinanza italiana. Alcune vivono in monolocali, altre in appartamenti in condivisione. Tra di esse sei donne, con quattro minori, appartengono al progetto Rar (richiedenti asilo e rifugiati) e sono in attesa della risposta alla loro domanda di protezione umanitaria; altre quattro vengono dal progetto Sprar.

Un duplice spazio di incontro, dove le migranti presenti diventano responsabili non solo di se stesse, ma anche della comunità in cui sono accolte. Le altre donne presenti sono mandate nella struttura dai servizi sociali di Bergamo e provincia, mentre come private si ha diritto ad un affitto calmierato (300 euro al mese comprese le utenze), a cui si può accedere dimostrando di poter pagare le spese richieste.

 

Il progetto d’accompagnamento educativo

Ma come funziona il tutto? “Avviamo un progetto di accompagnamento educativo accordato con i servizi invianti – spiega Marina Bonfanti, educatrice della Cooperativa Ruah -, che parte da un’analisi dei bisogni dell’ospite: dall’aiuto nella ricerca del lavoro, all’accompagnamento sanitario, al mettere la persona in contatto con i servizi esistenti sul territorio, fino all’accompagnamento nella cura della casa e delle relazioni di vicinato”. Mater è anche interazione col territorio: lo dimostrano le diverse collaborazioni attive.

C’è Soroptimist International Club Bergamo, un’associazione di donne che lo scorso novembre ha risistemato Bibliomater, la biblioteca del Condominio Solidale, donando libri e arredi e che ora sta attivando dei kit di prima necessità – con stoviglie e utensili per la casa – per le mamme che arrivano. L’associazione San Vincenzo de’ Paoli di Boccaleone, che da più di cinque anni dona pacchi alimentari e kit lavatrici mensili alle ospiti in difficoltà. Infine la collaborazione con l’Asl di Bergamo che ha promosso presso il Consultorio a Borgo Palazzo il progetto “Il circolo delle mamme”, dedicato alla salute delle donne nel periodo della maternità.

Gli spazi di Mater vengono inoltre utilizzati da diversi anni da più realtà esterne. In questo periodo il Consultorio Scarpellini sta organizzando settimanalmente i “Gruppi di Racconto”, incontri dedicati alla salute della donna aperti a tutto il quartiere, offrendo in contemporanea un servizio di babysitting. “Quando siamo noi ad avere strumenti e competenze utili al territorio cerchiamo di ricambiare: ad esempio il servizio offerto di aiuto compiti, gratuito, è aperto anche ai bambini del territorio”.

Poi ci sono i volontari, che operano su quattro fronti: una volta a settimana aiutano i bambini – sia di Mater sia del quartiere Boccaleone – nello svolgimento dei compiti. Il mercoledì pomeriggio è da poco attiva una Ludoteca dove mamme e bimbi vengono coinvolti in laboratori di cucina e giochi. E le mamme che frequentano la scuola di italiano o il corso per la patente ricevono aiuto nell’esercitarsi con la pratica della lingua italiana.

 

Le storie delle donne ospitate

Houda Ben Salah, 35 anni, di Mahdia (Tunisi) è tra le ospiti private di Mater: “Mi hanno suggerito questo luogo al Patronato – racconta -: mi trovo a mio agio, a livello di sicurezza, indipendenza ed accoglienza, le educatrici sono sempre disponibili. Inoltre ci sono tanti servizi di cui si può usufruire”.

Houda ci abita dallo scorso ottobre. Si trova in Italia, per la prima volta, per insegnare la lingua araba ai figli di tunisini emigrati nel Belpaese: “Ho vinto un concorso pubblico, con un contratto di quattro anni. Devo insegnare la lingua araba ai tunisini dai 6 ai 18 anni: molti figli di emigrati tunisini non parlano la lingua dei genitori, ed è un peccato. Il mio obiettivo è insegnar loro non solo la lingua, ma anche la storia, la cultura, le tradizioni, andando al di là dei soliti clichés. E’ la mia prima esperienza all’estero, mi sto trovando bene, anche se all’inizio avevo problemi a comunicare poiché gli italiani non parlano altre lingue. Ora, oltre all’insegnamento, anche io frequento un corso per imparare l’italiano”.

Poco distante dal monolocale in cui risiede Houda troviamo Cinzia Dotti, 31 anni, di Spirano, anche lei ospite privata: “Sono arrivata a Mater tramite passaparola, attratta dal poter vivere con persone di cultura diversa. All’inizio ero titubante, ma ora sono davvero contenta di questa scelta: sto scoprendo me stessa nella mia umanità come donna”. Cinzia dopo gli studi di grafica pubblicitaria aveva iniziato a lavorare dapprima come impiegata, poi commessa e infine operaia, ma non era soddisfatta della vita che conduceva.

“Mi sono chiesta se era ciò che volevo veramente. Ho iniziato ad avvicinarmi a quello che mi faceva star bene, svolgendo attività di volontariato in una comunità per minori. Così mi sono iscritta a Scienze politiche a Milano”. Ora Cinzia si divide tra le ore di lezione e quelle di volontariato a Mater. “Mi sembra di essere in un’altra parte del mondo. Mi sento in una comunità, è una bella sensazione. E in un momento di chiusura sui temi legati all’immigrazione, qui si respira un po’ di speranza”.

 

 

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