Testi, melodie, colori negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche: alla scoperta degli antichi libri corali

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“Testi, melodie, colori negli archivi e nelle biblioteche ecclesiastiche. I libri corali della Cattedrale di Bergamo”: è questo il tema suggestivo delle quattro giornate promosse dal 6 al 9 giugno dall’Archivio storico diocesano, insieme ad altre istituzioni cittadine. Una serie di appuntamenti di approfondimento (incontri, workshop, mostre) per conoscere meglio questa monumentale tipologia di libri con docenti di calibro internazionale (per info: www.archiviostoricodiocesibg.it/eventi ). I laboratori pratici saranno dedicati ad alcune «arti del tempo» che sono veicolate in questi codici: il canto gregoriano, la miniatura, la legatura. Ciascun laboratorio, condotto da esperti nel settore, avrà lo scopo di comprendere più dettagliatamente sia le tecniche di esecuzione delle varie maestranze che cooperarono nella realizzazione dei codici, che il loro utilizzo in coro da parte della comunità ecclesiale. Al convegno, sviluppato su due giornate, si aggiunge una serie di attività correlate: quattro mostre e un concerto della Schola gregoriana del Duomo di Bergamo con il fine di offrire la comprensione dei libri corali – autentici tesori -, in modo scientifico ma anche piacevole.

I libri corali sono essenzialmente libri liturgici, ma allo stesso tempo sono testi di poesia, di pittura, di musica. Sono il prodotto non tanto del genio personale di un singolo, ma di un vivace contesto culturale che ha provveduto a commissionarli, realizzarli, utilizzarli e conservarli nel tempo. Così anche a Bergamo, i due protagonisti principali di  ali manufatti di fine Quattrocento, furono il Capitolo della Cattedrale, a cui almeno dal IX secolo fu affidata  l’ufficiatura solenne della chiesa S. Vincenzo e la Congregazione della Misericordia maggiore, che provvide al  mantenimento del culto della Basilica di S. Maria Maggiore dal 1449. Nelle due chiese «gemelle» i libri corali, in particolare gli Antifonari (da antiphona, ripetizione di un salmo), erano alloggiati su un badalone (leggio grande) al centro del coro e permettevano ai presbiteri di seguire il testo e la musica dell’ufficiatura diurna e notturna, facendo convergere voci e sguardi nella comune azione di lode a Dio. La scelta di aprire i canti con delle miniature figurate aiutava a comprendere il significato della festa cui il canto si riferiva; era un valido aiuto mnemonico per ricordare le prime parole del canto e conferiva al libro un valore di pregio conforme alla sua destinazione sacra. Cinque dei sette Antifonari della Cattedrale furono miniati tra il 1486-1498, dal «magister» Jacopo da Balsemo e bottega, maestranza che dominò il campo artistico bergamasco a cavallo tra l’età tardo gotica e quella rinascimentale. La sua attività fu particolarmente florida in città, tant’è che oltre al corpus dei 4 graduali e degli 8 Antifonari della basilica di S. Maria Maggiore, lavorò come cartografo per il Comune di Bergamo e miniò fra gli altri, tre esemplari a stampa della «Cronica» di Padre Foresti, due breviari appartenenti alla monache di Santa Grata e una copia dello statuto cittadino edito nel 1491. Il suo stile si caratterizza per la serena narratività delle scene, l’elegante ricchezza ornamentale con chiari rimandi alla raffinatezza dell’arte orafa.

Quattro sono le mostre che accompagnano e seguono il convegno dell’Archivio diocesano. «Parole d’oro. Libri miniati della Cattedrale di Bergamo» allestita nel Museo del Tesoro della Cattedrale dal 7 giugno al 7 settembre raccoglie per la prima volta l’insieme dei libri miniati della Cattedrale e della Basilica di Santa Maria Maggiore in una presentazione congiunta, favorita anche dalla vicinanza tra le due sedi espositive, il Museo e Tesoro della Cattedrale e la Biblioteca civica (info su www.fondazionebernareggi.it). La mostra alla Biblioteca civica Angelo Mai avrà come filo conduttore “Spiritualità, arte e musica. Gli antichi corali della Basilica di Santa Maria Maggiore”. Si terrà nell’Atrio scamozziano con ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca (lun.-ven. 8.45-17.30; sab. 8.45-13.00). La mostra proporrà la visione dei 14 libri corali manoscritti più antichi realizzati per la cappella della basilica di S. Maria Maggiore e conservati in Biblioteca Civica Angelo Mai. Si tratta, in particolare, di cinque graduali, otto antifonari e un innario. Il visitatore avrà l’occasione di conoscere e contemplare da vicino i preziosi manufatti che, nati da esigenze squisitamente spirituali, implicavano la convergenza di molteplici professionalità in ambito scientifco, artigianale, liturgico, testuale, scrittorio, musicale e artistico.

All’Archivio di Stato sono invece esposti 8 fogli di codici liturgici musicali, dal XII al XIV secolo, usati in epoca successiva come coperte di rilegature di atti notarili bergamaschi. Quest’uso rispondeva alla logica del riutilizzo di manoscritti antichi. Alla Biblioteca diocesana del Seminario, infine, si potranno ammirare 4 codici pergamenacei del XV secolo. In particolare si tratta di due innari e di un antifonario dell’Abbazia di Santa Maria di Valmarina e di un antifonario proveniente dal Convento dei Serviti di San Gottardo. La sera del 7 giugno, in Cattedrale, con inizio alle 21, si terrà «Illumina oculos meos», concerto della Schola gregoriana del Duomo di Bergamo. I brani scelti hanno tutti come tema la luce, la meraviglia, gli occhi, lo sguardo.

Il convegno di studio è ad accesso libero e gratuito. Convegno e workshop si svolgono alla Comunità missionaria “Paradiso”, via priv. C. Cattaneo, 7-24128 Bergamo (con disponibilità di parcheggio interno e pernottamento presso la struttura a un costo agevolato, previa segnalazione in fase d’iscrizione). Per info: Archivio Storico Diocesano, tel. +39. 035.278.218.

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