Folla a Torre de’ Roveri per l’addio a don Edoardo Algeri. “Un maestro di legami”

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C’era un silenzio fermo ma quieto nella piazza di Torre de’ Roveri, davanti alla chiesa parrocchiale, durante il funerale di don Edoardo Algeri. La chiesa era gremita, centinaia di persone hanno seguito la celebrazione all’esterno, dove le parole del vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi risuonavano forti dagli altoparlanti.

A tutti coloro che hanno conosciuto don Edoardo, ha detto il vescovo, “rimangono gli insegnamenti, l’eredità spirituale, la testimonianza, rimangono i ricordi. Ma se è vero che si muore da soli, proprio nel momento della morte emerge la potenza e la bellezza dei legami: dolci, faticosi, severi, emozionanti. Don Edoardo è stato un maestro di legami. In questi anni è stato investito di responsabilità sempre più grandi, e in questo cammino ha saputo tessere sempre nuovi legami, ispirandoli e mostrandone la bellezza. Ed è attraverso questi legami che possiamo scoprire che la nostra vocazione più profonda è quella dell’amore. E’ stato interlocutore autorevole di molti soggetti istituzionali, ma soprattutto si è dedicato alla famiglia, come sorgente di socialità impegnativa e responsabile, nei suoi lati più oscuri e più luminosi, la narrazione di una storia che ha un seme divino. Mai familista, è intorno a questo che don Edoardo ha concentrato il suo ministero sacerdotale con competenza, passione e sensibilità, rispondendo alle domande che gli venivano poste con l’intelligenza della misericordia. Ora ci resta il legame con lui, non solo come ricordo e testimonianza, non solo come sentimento, ma un legame autentico in Cristo, sapendo che chi vive in lui non muore”.

Al termine della celebrazione don Gianni Gualini a nome della classe dei sacerdoti ordinati con don Edoardo nel 1988 ha tracciato un suo profilo: “La sua amicizia era fatta di gesti concreti. Chi bussava alla sua porta sapeva di poter trovare sempre un aiuto e un sostegno. Il suo percorso e il suo servizio pastorale sono sempre stati caratterizzati dalla fedeltà e dall’obbedienza alla Chiesa, ogni volta che era chiamato a un nuovo compito. Sapevi ascoltare con pazienza e sensibilità, con uno sguardo di tenerezza da una parte, e dall’altra con la capacità di tenersi legato all’infinito, a una dimensione di fede alta e profonda”.

Tra i presenti collaboratori e amici di don Edoardo, numerosi sacerdoti che hanno concelebrato il rito, fedeli dalle comunità di Torre de’ Roveri, Boccaleone e Santa Caterina, dove aveva prestato il suo servizio pastorale. A tutti è arrivato un commosso ringraziamento da parte della famiglia di don Edoardo: i fratelli Pietro e Vittorio, le sorelle Lidia e Angela, i nipoti.

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