Domani i funerali di mons. Luigi Rossoni, vero pastore per tante comunità

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È stato un vero pastore per tante comunità, che ha guidato con tanta passione e umiltà, condividendo la vita della gente.
È stato anche un prete di periferia, in parrocchie socialmente difficili. È morto il 22 agosto, all’Ospedale Papa Giovanni, in seguito a problemi cardiaci, monsignor Luigi Rossoni, da tutti chiamato affettuosamente don Gino, superiore della comunità missionaria del Paradiso e in precedenza parroco di Seriate e di Celadina in città. Aveva 71 anni. Era nato il 10 maggio 1948 a Verdellino. Maturata la vocazione sacerdotale, entrò nella comunità missionaria del Paradiso, fondata a Bergamo nel 1949 dal vescovo Adriano Bernareggi e da don Fortunato Benzoni per stare fra gli emigranti italiani e per aiutare le diocesi afflitte da carenza di clero.

Dopo l’ordinazione sacerdotale (24 giugno 1972) come prete paradisino venne inviato come coadiutore parrocchiale in parrocchie dell’hinterland dell’arcidiocesi di Milano, dove era in atto una precoce scristianizzazione, dapprima a Valleambrosia (1972-73), poi a Buccinasco (1973-76) e Sant’Angelo (1976-82). Nel 1982 venne inviato in Calabria, sempre come coadiutore parrocchiale, a Santa Maria Annunciata di Vibo Valentia (1982-83) e poi a Cosenza, nella parrocchia di Longobardi (1983-85), tutte comunità povere e segnate da immigrazione.

Nel 1985 il ritorno a Milano come parroco di Santa Maria Annunciata a Cologno Monzese (1985-88) e di Sant’Angelo di Rozzano (1988-2000), quartiere sorto convulsamente negli anni Sessanta e una delle parrocchie in cui è suddivisa
Rozzano (circa 50.000 abitanti), fondata nel 1967. Ricordava con affetto gli anni in queste parrocchie, afflitte da povertà, anonimato, giovani sbandati, condomini sorti disordinatamente, poco verde, immigrazione dal Sud Italia,
droga e anche malavita.

«Il mio primo impegno — ricordava don Gino — fu di avvicinare le famiglie. Poi ho puntato sull’oratorio, che era il ponte fra la parrocchia e la strada. Nel 2000 il ritorno in diocesi come parroco di Celadina in città. Il giorno del suo ingresso, segno della stima raccolta, c’erano anche tre pullman da Rozzano. A Celadina si inserì agevolmente nella pastorale e nella vita del quartiere, dove rimase soltanto cinque anni, lasciando bellissimi ricordi, confermati dai commenti della gente per le strade.

Il sito Facebook «Sei di Celadina se…» ha visto le testimonianze di tanta gente. «“Don, ti siamo piaciuti?” — ha scritto il giovane organista Luca Marcassoli —. “Luca, quando suoni in chiesa non chiederti mai se sei piaciuto. Chiedi e chiediti se è servito a pregare meglio”. Da allora non chiedo altro». Nel 2005 venne nominato arciprete di Seriate. Anche qui si inserì agevolmente nel cammino pastorale e nella vita civile. «Seriate è una città grande, complessa e con molta mobilità di abitanti — ricordava don Gino —. Eppure non è una città anonima, conserva ancora una forte tradizione religiosa ed è ricca di iniziative. Ho voluto molto bene a Seriate e la gente mi ha ricambiato». Era grato ai predecessori per l’opera svolta. Nella prefazione di un volumetto su monsignor Guglielmo Carozzi, arciprete per ben 51 anni, aveva scritto che di lui non lo colpivano la cultura, le lauree romane e i grandi incarichi in diocesi, ma la capacità di «scendere dal piedistallo culturale per confondersi con la sua gente».

Preoccupato dalla chiusura di diverse fabbriche locali e dalle situazioni di povertà che toccavano anche i seriatesi, aveva aperto un secondo centro ascolto a Paderno. Fu in questo periodo che si manifestarono i primi disturbi cardiaci.
Dopo dieci anni, nel 2015 don Gino chiese di lasciare la parrocchia, convinto che dopo un lasso di tempo un parroco
dovesse chiedere un’altra destinazione e un cambio di ruolo. Divenne così vicario parrocchiale di Stezzano, aiutando nelle celebrazioni. Nel 2018 fu nominato superiore della comunità del Paradiso, succedendo al vescovo ausiliare Lino Belotti, ormai impedito per malattia Nel contempo aiutava nella parrocchia di Santa Lucia.

I funerali si tengono sabato 24 agosto alle 10 nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, presieduti dal vescovo Francesco Beschi.

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