La carovana dei pacifici: una moltitudine di omini colorati per scegliere la speranza

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Giochi per costruire la pace e scegliere la speranza per disarmare l’odio. È l’idea accattivante alla base de “La carovana dei pacifici”, proposta itinerante nata tre anni fa dalla Rete di cooperazione educativa “C’è speranza se accade@” ( www.retedicooperazioneeducativa.it ) , un movimento d’insegnanti e genitori impegnati a promuovere lo scambio di buone pratiche educative fondate sui valori della Costituzione, che ha sede in provincia di Padova.

“È importante – spiegano i promotori – riaffermare un principio di speranza, contro il cinismo e il disincanto che troppe volte sembrano aver la meglio. È importante imparare sin da bambini a riconoscere e risolvere in maniera positiva i piccoli e i grandi conflitti di ogni giorno. Solo così potremo avere domani una società capace di rifiutare la guerra e la violenza come unici strumenti per il confronto tra uomini o tra civiltà. Per far sì che la riflessione sulla Pace cresca e si diffonda, con semplicità e mitezza attraverso un cammino comune, rivolgiamo la nostra proposta soprattutto a chi insegna, educa e accompagna i bambini e le bambine nella loro individuale, unica e originale crescita».

Il primo sentimento che si prova abitualmente di fronte all’odio è la solitudine. Poi, altrettanto naturale, scatta invece un istinto a legarsi ad altri, ad aiutarsi a vicenda. “La Carovana dei pacifici” costruisce con i bambini omini di carta: la loro missione è di costruire una moltitudine colorata, composta dai bambini, con le loro forme ritagliate e i pastelli a cera, per parlare a tutti di pace. I bambini coinvolti, in tutta Italia, sono già oltre 15 mila.

“Non è facile parlare e agire la pace rifuggendo dai luoghi comuni – spiegano gli organizzatori -, soprattutto rivolgendosi ai bambini e ai ragazzi di oggi che osservano con occhi attenti il mondo lacerato da guerre, povertà, diritti violati. Poiché il pacifico non nasce da una “leggerezza” intatta dai dolori, ma piuttosto dalla scelta di non rinunciare ad avere fiducia, di non scoraggiarsi malgrado tutto, ecco la proposta alle scuole italiane: lavorare con i bambini sui temi della Pace, dell’inclusione e della cittadinanza attiva, seguendo un percorso di consapevolezza, nei modi che ciascuna classe (o realtà associativa) riterrà più opportuni per i bambini e la loro età».

La proposta e percorso educativo è di tre creativi: Roberto Papetti, esperto di educazione ambientale, gioco, arte, diritti dei bambini, educazione alla pace; Luciana Bertinato, insegnante alla scuola primaria, formatrice, autrice di laboratori ed Emanuela Bussolati, architetto, illustratrice e autrice di libri per bambini.

Ritagliare la carta è un gesto simbolico, fatto per incanalare il pensiero in un gesto concreto. I ragazzi scrivono anche dei testi, e coltivano la pratica della scrittura collettiva, allenandosi al lavoro di squadra, a condividere pensieri e parole, ognuno con la sua voce. L’idea non è quella di proporre-imporre un’idea di pace e di giustizia astratta e predeterminata, ma stimola a indagarla e costruirla insieme.

«Come Rete di Cooperazione educativa “C’è speranza se accade @”  – spiegano ancora i promotori – desideriamo essere un punto di incontro per quei genitori, insegnanti e operatori sociali che sentono la responsabilità e il compito di trasmettere non solo nozioni, ma anche forme di pensiero non violento, costumi e senso comune. In questo orizzonte il lavoro, i rapporti fra le persone, l’organizzazione dei mezzi e la definizione dei fini devono essere improntati a uno spirito di cooperazione».

Il 19 e 20 ottobre 2019 l’Università di Macerata ospita l’ottavo incontro nazionale della Rete di Cooperazione Educativa sul tema “Miraggimigranti” (nella foto l’immagine della locandina). Insegnanti, educatori, genitori, studenti, docenti universitari si incontrano tra eventi in plenaria e “stanze educative” per approfondire i temi delle migrazioni (articolati su “ospitalità, educazione, condivisione”). «Avremo modo di discutere – spiega il coordinatore nazionale Carlo Francesco Ridolfi -, confrontarci, riflettere e progettare, per agire, interventi e possibilità di incontro in un mondo che sembra voler costruire sempre più muri, mentre ci sarebbe bisogno – come l’aria e l’acqua, che non sono beni inesauribili – di un respiro di condivisione più ampio, per mettere in pratica il nostro essere tutte e tutti uniti in un destino comune sul medesimo pianeta». Il programma completo e le informazioni per partecipare qui.

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