La passione secondo i nemici di Luca Doninelli in scena nella Basilica di Sant’Alessandro

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“La passione secondo i nemici” di Luca Doninelli sarà lo spettacolo messo in scena nell’ambito della reassegna teatrale DeSidera e nel programma delle manifestazioni cittadine in occasione della festa di Sant’Alessandro, sabato 31 agosto alla Basilica di Sant’Alessandro in Colonna alle ore 21. Uno spettacolo che avrà come tema centrale il valore della fraternità. Un valore divenuto sempre più importante ai nostri giorni, all’interno della società e della stessa comunità europea il cui obiettivo è proprio quello di creare unione abbattendo muri, divisioni e conflitti che purtroppo sono all’ordine del giorno. Nell’opera teatrale presentata, il regista Paolo Bignamini, che si è ispirato al testo dello scrittore Luca Doninelli, creatore dei tre monologhi “La passione secondo i nemici”, immagina l’incontro tra i tre personaggi negativi della “passione”, ovvero Caifa, Erode e Pilato con Gesù, per mostrare come  amicizia e fraternità siano valori indispensabili per il buon vivere, anche individuale, di ogni essere umano. Questi tre “nemici” di Gesù, la cui esistenza è stata trafitta dal suo sguardo, reagiranno in maniera diversa dopo l’incontro col redentore, rendendosi conto che la loro condotta nefasta li condurrà solo alla disperazione e all’allontanamento da Dio. Erode incrocerà negli occhi di Cristo la lussuria della sua corte e il pensiero di avere sacrificato un innocente lo perseguiterà fino alla fine. Pilato si renderà conto di avere condannato a morte un innocente, sentendo addosso tutto il peso di una così grande responsabilità e azione crudele, mentre Caifa, il più viscido dei politici, deve fare i conti con il proprio passato, con la sua condotta immorale e indegna. Solo grazie all’incontro con il Cristo, i tre personaggi si rendono conto di avere sbagliato, di avere delle colpe e rimangono ossessionati da questo pensiero. Solo in quell’istante in cui il loro sguardo si incrocia con quello di Gesù colgono la verità non solo del loro sbaglio ma anche dell’insensatezza di ciò che li circonda dopo che si sono resi conto di avere mancato la cosa più importante, ovvero l’amore verso Gesù. Erode si accorge che tutto lo sfarzo e lo sfavillìo della sua corte non valgono a nulla dopo il grande errore commesso. Lo stesso vale per Pilato, che avendo condannato a morte un innocente sente di aver fallito in tutta la sua carriera di burocrate. Così anche Caifa, che ha condannato Gesù per paura che la sua parola scuotesse le folle riducendo il suo peso politico, resosi conto del gesto aberrante compiuto, non trova più un senso alla sua vita. Un ribaltamento dei punti di vista dei tre personaggi che ci permettono di vederli e di vedere noi stessi in maniera diversa, sotto un altro sguardo e un’altra luce.

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