La rana domestica e le avventure notturne in giardino. In attesa dell’istrice

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“Mamma, c’è un fantasma in giardino”. Considerato il buio che sta calando e i fulmini all’orizzonte l’espressione potrebbe anche quasi essere credibile. “In che senso Tommy, hai visto lenzuola bianche volare e ululati strani provenire da dietro l’ulivo?”. “Mamma sono serio, vieni a vedere, anche Buondì ha paura”.

Buondì, che è il nostro cane, non fa testo. Lei abbaia potente contro chi le sta antipatico e poi salta in aria per una lucertola. Fatto sta che in questo istante se ne resta appostata vicino alla siepe a guardare qualcosa che si muove. E sì, a quanto pare non è troppo a suo agio. “Avvicinati piano, dev’essere un fantasma piccolo, si nasconde tra le foglie, senti?! Io però non riesco a vederlo”.

Sssshhh. E’ qualcosa che striscia. No, qualcosa che salta. E’ grosso, sicuro. Ecco, lo sapevo che alla fine mi sarei fatta suggestionare. “Maaaamma”. Alice sbuca all’improvviso e rischiamo tutti di farci venire un colpo. “Perchè guardate da quella parte? La rana è di là”. La rana? Beh, eccolo, il fantasma. E’ una raganella. Piccola, bella, simpatica. “Alice, ma tu già sapevi che c’era una rana in giardino?”, “certo, vive qui da tanto”. Ah, bene. “Ma allora dobbiamo costruirle una casa!”.

Cerchiamo su Internet e scopriamo un mondo. Ma voi lo sapete che esiste la rana domestica e che qualcuno l’ha fatta rientrare a pieno titolo tra gli animali da compagnia?! Io ne farei volentieri a meno, ma ormai è fatta. “Mangiano vermi, grilli, moscerini, insalata…ok Alice, andiamo”. In men che non si dica in giardino compare un angolo zen, con pentolino pieno d’acqua a far da stagno, sassi umidicci, pezzetti di cose indefinibili lasciati qua e là per la cena della raganella.

Tommaso e Alice osservano soddisfatti l’opera d’arte. La rana in compenso dev’essersi sentita un tantino circondata ed è magicamente scomparsa tra le piante. “Deve abituarsi alla nuova casa, dobbiamo aiutarla. Possiamo dormire qui in giardino stanotte?”. “Tommy, come minimo viene pure a piovere, non mi sembra il caso, la rana si è già sin troppo ambientata”.

Un’ora dopo ce ne stiamo seduti dentro a una tenda improvvisata che potrebbe implodere al primo soffio di vento. Torce alla mano, sgranocchiamo un pacchetto di grissini per ingannare l’attesa. Della rana ci scordiamo proprio. Inventiamo una storia con le ombre cinesi, leggiamo un libro, ci sdraiamo sopra a quel che resta di un vecchio materassino. Incredibile ma vero, alla fine ci addormentiamo pure, io compresa.

La rana?! Abita qui, ufficialmente. Ogni tanto la sera la vediamo sbucare tra le foglie, la prendiamo in mano e la salutiamo. Nel frattempo ci siamo ritrovati ad ospitare anche una famiglia di lucertole. “Peccato che non siano mai arrivati qui i ricci…sarebbe bello un istrice, in giardino”. Con calma Tommy, con calma.

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