«Nuove economie di comunità», il bando della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo dà valore alle economie sociali e solidali

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Dare valore alle relazioni tra istituzioni e gruppi associativi ma soprattutto alle economie sociali e solidali è l’obiettivo che sta alla base del bando «Nuove economie di comunità» presentato da Fondazione Istituti Educativi di Bergamo a Curno all’interno della sede della cooperativa Il Sole e la Terra nell’ambito del ciclo di appuntamenti «2019 AGRICOLTURA e DIRITTO AL CIBO – Bergamo Urban Food Policy Pact».

Da sempre, il filo conduttore della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo è il rapporto con l’economia della terra e della comunità. In questi ultimi anni, tanti eventi a livello internazionale e importanti prese di posizione come i contenuti della «Carta di Milano» e della «Carta di Milano per la montagna» ereditati dall’Expo, il G7 dedicato all’agricoltura di Bergamo, l’Enciclica «Laudato Sii» di Papa Francesco, la Conferenza sul clima di Parigi e la mobilitazione giovanile promossa da Greta Thungberg intitolata «Fridays for Future» sono serviti da “scossa” per ripensare alla nascita sui territori di percorsi, reti, progettualità che vengono inglobati nella definizione di economie di comunità  o «ESS» (economia sociale e solidale) che in diverse parti del nostro pianeta si sta confrontando con la sostenibilità e al loro rafforzamento.

«Una scelta coraggiosa» come definisce Simone Bertolino di Consorzio AASTER perché questo bando porterà a ripensare al rapporto tra un’istituzione e il mondo degli organismi di movimento e dei gruppi associativi; una scommessa importante in un’azione potrà unire gli uni e gli altri.

Dal rapporto condotto da Consorzio AASTER, queste piccole realtà, incluse nelle economie sociali e solidali,  nella Bergamasca sono 800 e si possono suddividere in tre grandi gruppi. Nel primo gruppo ci sono i Gas (nati con il movimento no-global) e le associazioni che mettono al centro il consumo critico come produzione di valore nella società. Nel secondo gruppo ci sono:  le piccole imprese a Km0 e quelle che si dedicano alla coltivazione di prodotti biologici. Nel terzo gruppo sono presenti: le cooperative sociali, le organizzazioni che fanno parte del terzo settore  e dell’agricoltura sociale.

In pratica, queste esperienze di economie sociali e solidali sono un fenomeno di crescita che lavora in maniera trasversale ad altri gruppi associativi per innescare degli interessanti meccanismi di coordinamento e di cooperazione a livello locale. Ma, oggigiorno, queste reti devono fare i conti con i cambiamenti ambientali  che possono creare delle opportunità o possono essere una minaccia, le disuguaglianze sociali e le nuove tendenze di vedere il volontariato.

Ricordiamo che il bando «Nuove economie di comunità» che metterà  sarà presentato venerdì 25 ottobre alle 18.30 nella Sala Ferruccio Galmozzi in via Tasso a Bergamo per poi essere pubblicato online sul sito della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo da fine ottobre.  Per questo bando, il progetto da presentare dovrà appartenere a uno o più dei seguenti ambiti previsti: il primo è «Territori smart land» che raccoglie le proposte per rafforzare la cooperazione tra enti locali e diffondere la cultura dell’integrazione a vari livelli, valorizzando le risorse ambientali e tutelando la filiera corta dell’agroalimentare, il secondo è «Alleanze generazionali» che mette al centro la creazione di reti di cooperazione tra soggetti attivi nell’economia sociale e solidale, puntando sull’educazione dei più giovani e creare nuovi saperi orientati all’ambiente e alla sostenibilità e infine «Le economie trasformative e circolari» che punta sull’occupazione e il rafforzamento delle filiere.

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