Valle Brembana: un’associazione di 13 famiglie per coltivare lo Zafferano

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Il prossimo autunno sarà il sesto anno in cui si raccoglierà lo zafferano in alta Valle Brembana. Una spezia d’eccellenza che 13 famiglie della zona, dal 2016 riunite in un’associazione, hanno deciso di coltivare per dare un valore aggiunto al proprio territorio, tramite un’agricoltura sostenibile e una rete di legami sociali che stava per perdersi.

Il prodotto è denominato Zafferano OLG, che è l’acronimo di “Oltre la Goggia”, termine toponomastico che indica, in una roccia fra Camerata Cornello e Lenna, la “cruna dell’ago” che segna l’inizio dell’alta Valle Brembana. «Lo Zafferano OLG (pistilli di crocus sativus) è una spezia dal colore inconfondibile – si legge nel sito dell’associazione -, ricca di vitamine B1 e B2 e con un contenuto di carotenoidi (antiossidanti naturali) particolarmente elevato. Viene commercializzato in piccoli contenitori di vetro, garanzia di trasparenza e qualità».

Com’è nata l’idea di coltivare lo zafferano in montagna? Don Alessandro Beghini, arciprete di San Martino Oltre la Goggia (ma tra poche settimane parroco di Villongo), avendo a cuore le famiglie del suo territorio ha chiesto nel 2014 all’Associazione Gente di Montagna di presentare in un convegno le buone prassi per tenere in vita i territori di montagna. E dopo alcuni incontri e la formazione dei futuri coltivatori si è passati subito ai fatti: la prima semina nell’estate del 2014 e il suo primo raccolto nell’autunno.

In un ampio servizio trasmesso due anni fa dall’emittente nazionale TV2000, don Alessandro aveva illustrato il senso sociale e pastorale del progetto. La domanda è stata: come può la nostra comunità non soccombere a questa crisi economica? Ecco quindi l’idea di partire da un’attività che le famiglie possono mettere in atto, le possa mette in relazione e si possano sostenere tra di loro. Diverse sono quindi le famiglie che hanno potuto mettere in produzione terreni inutilizzati, con vantaggi che vanno dall’integrazione del reddito grazie alla vendita dello zafferano alla ricostruzione di relazioni sociali, nell’interesse comune.

Attualmente i campi principali sono attivi in alta Valle a Mezzoldo, Camerata Cornello e Valnegra, nella media Valle a Poscante di Zogno e un’eccezione è Locatello, in Valle Imagna. Tra le 13 famiglie di contadini, infatti, ci sono anche quelle dei sindaci di Locatello e Piazza Brembana.

«La lavorazione dello Zafferano OLG è totalmente manuale. I bulbi vengono interrati ad agosto e il termine della fioritura, della durata di circa un mese, avviene fra ottobre e novembre – spiegano dall’associazione Zafferano OLG nata nel 2016 e della quale è presidente Danilo Salvini -. Per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche, i fiori vengono raccolti all’alba, ancora chiusi e l’estrazione manuale dei tre pistilli rossi e l’immediata essicazione artigianale consentono di godere appieno delle caratteristiche aromatiche del prodotto. L’essicazione è un’operazione delicata infatti il rischio di bruciarli o, viceversa, di non essiccarli abbastanza predisponendoli alla marcescenza è sempre in agguato».

Il raccolto viene venduto direttamente dall’associazione nei vari mercatini e sagre della provincia, ma negli anni è stato anche valorizzato in alcuni prodotti di piccole realtà artigianali locali, come nei dolci dell’Officina del Dolce di Bergamo. Di recente sono state organizzate degustazioni a base di Zafferano OLG all’Ostello Al Brembo di Camerata Cornello. «Dal 2018 stiamo collaborando con l’Università della montagna Unimont di Edolo con una sperimentazione sulla coltivazione – concludono dal gruppo di agricoltori – e il nostro prodotto è stato recentemente apprezzato al G7 dell’agricoltura di Astino a Bergamo».

 

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