Adolescenti nella rete: laboratori per scoprire opportunità e rischi dei nuovi media

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Auricolari nelle orecchie e smartphone davanti agli occhi: è l’immagine più vivida che abbiamo degli adolescenti (ma i “grandi” danno l’esempio). Grande familiarità “tecnica” con i nuovi media, ma questo non significa che i ragazzi siano anche capaci di padroneggiare i rischi. Ecco perché ci pare particolarmente utile il laboratorio “Liberi in rete. Social media, nuovi modi di comunicare e di essere in relazione, nuove opportunità e nuovi rischi” curato dalla Fondazione Angelo Custode e rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado. Un’occasione (articolata in quattro incontri, più due per genitori e docenti, a inizio e fine percorso) per parlare di temi “difficili” come cyber-bullismo, pornografia online e sexting, offerta nell’ambito delle oltre 90 “Proposte scuola” curate da enti e uffici della diocesi di Bergamo (Per informazioni e contatti clicca qui).

Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado è importante poter trattare temi di attualità e affrontare le questioni che toccano la vita quotidiana, le relazioni e la crescita dei ragazzi. Nei laboratori di approfondimento delle “Proposte scuola” si trovano molti spunti interessanti, validi anche per i gruppi di adolescenti e giovani degli oratori.

Esplorare il mondo sulle tracce dei monaci benedettini

Fileo propone anche per questa fascia d’età, con linguaggi diversi, un laboratorio di mondialità che ha come filo conduttore “Altrove”, inteso come il luogo dove abitano popolazioni lontane che parlano altre lingue, indossano abiti diversi ma hanno comunque molto in comune con noi. Cinque laboratori faranno viaggiare gli studenti alla ricerca di caratteristiche che i monaci benedettini hanno in comune con altre culture: “Le sonorità dell’Africa – spiegano gli organizzatori -, le lingue d’Europa, la natura dell’Oceania, la spiritualità asiatica e la cura della memoria e delle radici dell’America ci faranno sentire meno lontani e più ricchi”. Le attività si esauriscono nello spazio di una mattinata.

Crisi ambientale, povertà e conflitti: 24 ore per la pace

Nel mese di gennaio la diocesi di Bergamo attraverso la Caritas Bergamasca e L’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, organizza la 24 ore per la Pace. Quest’anno le giornate dedicate saranno quelle del 24-25 gennaio. L’idea, condivisa con diverse realtà del territorio, è quella di incentrare la 24 ore su alcuni temi che sono diventati ormai fondamentali per riflettere su come costruire una pace globale partendo dagli elementi che ne rendono difficile l’attuazione. La correlazione tra crisi ambientale, povertà e conflitti. Sempre più spesso le tre emergenze sono appunto correlate e trovano terreno fertile proprio in quei paesi dove questi elementi sono maggiormente sviluppati e insistenti. La sera del 24 gennaio a Torre Boldone partirà una sorta di “esplorazione geografica” dove si incontreranno la crisi del Congo e del Brasile, quella palestinese, quella del Bangladesh ed una realtà locale. Nella mattina del 25 gennaio questi temi verranno riproposti sempre a Torre Boldone e saranno dedicati principalmente agli studenti delle scuole superiori di Bergamo. Infoufficiolavoro@curia.bergamo.it – 035278209.

Per informazioni, costi e modalità di organizzazione delle attività per le scuole consultare la pagina web cliccando qui.

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