Cambiare sguardo sulla sindrome di Down: c’è posto (anche) per me

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“Abbiamo un cromosoma in più, quindi siamo persone speciali» racconta Valentina Rota, di Almenno San Salvatore. Ha 27 anni e la sindrome di Down, in più occasioni è stata testimonial dell’Aipd, associazione italiana persone down di Bergamo. «Possiamo vivere come gli altri – continua -: prendere i mezzi pubblici, lavorare, fare la spesa». La sua storia è un esempio felice: lei è riuscita a conquistarsi un posto a tempo indeterminato e molti successi personali seguendo con determinazione il percorso verso l’autonomia. A fare la differenza sono stati anche l’impegno e l’appoggio costante della sua famiglia.

Smantellare pregiudizi e stereotipi

Domenica 13 ottobre è la giornata nazionale delle persone con sindrome di Down. Un’occasione preziosa di sensibilizzazione per smantellare pregiudizi e stereotipi e per cambiare prospettiva. Tutti sognano di poter vivere un giorno in una società che davvero “non lascia indietro nessuno”. Quest’anno se ne occupa anche BergamoScienza, la manifestazione che porta nella nostra città per due settimane, dal 5 al 20 ottobre, un programma straordinario di incontri, laboratori, riflessioni, dibattiti dedicati alla scienza, alla cultura e alla società di oggi, offrendo molti spunti e chiavi di lettura. L’anno scorso hanno partecipato oltre 133 mila persone.

Storie, volti e testimonianze

“C’è posto anche per me? Percorsi di crescita con sindrome di Down” è il titolo significativo della tavola rotonda organizzata da Aipd Bergamo in programma per l’11 ottobre alle 18 all’auditorium di Piazza Libertà (accesso libero, non occorre prenotazione). Si parlerà di definizioni e conoscenze scientifiche, ma soprattutto di volti, storie e testimonianze. L’intento è scoprire chi sia la persona con sindrome di Down: quali i suoi desideri, le aspirazioni, le possibilità reali di essere autonomi se la società glielo permette. “Attenzioni educative, superamento dei pregiudizi e percorsi mirati – spiegano gli organizzatori – hanno permesso l’emergere di competenze concrete. I professionisti stessi hanno dovuto lasciarsi stupire e indirizzare da una realtà che supera l’immaginazione, pur senza dimenticarne i limiti. Poter esprimere al meglio le proprie capacità è vantaggioso per sé stessi, per le famiglie, i territori, i contesti di vita e anche per le Amministrazioni comunali. Per riuscire occorre porsi domande che seminino nuove idee e facciano nascere nuovi progetti”.

Una tavola rotonda per approfondire

Se ne parlerà durante il convegno, con molti professionisti, associazioni e volontari del settore: Patrizia Adosini, presidente Aipd sezione di Bergamo, Mauro Olivieri, presidente Phb, Polisportiva Bergamasca Onlus, Carlo Cesani, presidente Asd Excelsior Baskin Bergamo, Simona Colpani, pedagogista, psicomotricista e musicoterapeuta, Marco Tomaso Rho, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza, Federico Ristoldo, segretario nazionale Sios (Società Italiana Odontoiatria dello Sport) e Medico Fipic (Federazione Italiana Pallacanestro in carrozzina), Elisabetta Ferrari, educatrice e counselor.

(Foto dal sito di BergamoScienza)

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