La «Festa del Sì» di Azione Cattolica a Bergamo: essere cittadini e cristiani attivi

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Parte con entusiasmo e rinnovato impegno il cammino dell’Azione cattolica bergamasca nel nuovo anno pastorale. Un cammino che ha visto il suo avvio ufficiale domenica 13 ottobre con la «Festa del Sì», svoltasi nell’oratorio dell’immacolata. Un «Sì» forte e convinto, con un contributo specifico e una formazione adeguata, per ribadire la presenza appassionata di AC sia nelle parrocchie, sia nella quotidianità dell’uomo contemporaneo con una cittadinanza attiva. «Con il nostro “Sì” — ha detto don Alberto Monaci, nuovo viceassistente diocesano dei settori giovani, adulti e movimento studenti, salutando i presenti — vogliamo ridire la nostra volontà di mettere le mani nella storia dell’uomo». Dopo un momento di preghiera, il primo intervento, affidato a Liliana Reduzzi, con alle spalle una lunga esperienza di impegno politico, dapprima come assessore comunale e sindaco di Ponte San Pietro per tre mandati e poi come parlamentare nazionale. Scherzando sulla sua età che la pone fra gli anziani, Reduzzi ha espresso il suo grazie affettuoso all’associazione, dove è cresciuta. «Io amo profondamente l’Ac, dove ho ricevuto tantissimo. Qui ho imparato ad amare Dio e il prossimo, a vivere un cristianesimo non intimistico ma nella preghiera che ha sorretto e sorregge ogni momento della mia vita. Qui ho imparato davvero moltissimo, per esempio l’impegno attivo nella Chiesa, nella società e nel testimoniare la gioia del Vangelo a tutti. Ho quindi vissuto in questa ottica il mio impegno politico». Un impegno che Reduzzi ha definito «molto arricchente» e finalizzato alla ricerca del bene comune, superando steccati politici. «A livello locale e soprattutto nazionale, il mio cammino politico si è snodato nell’ascolto, dialogo, mediazione e anche da un sano e vero confronto con gli avversari, a differenza di quanto accade oggi in Parlamento». Infine ha lanciato un appello agli associati. «Per ogni uomo e in ogni circostanza, dobbiamo essere cittadini attivi. Diciamo “No” a esistenze mediocri e “No” a smarrire la gioia della speranza».

Il secondo intervento è stato affidato a Riccardo Manea, dell’Ac diocesana di Vicenza, cha ha parlato dell’esperienza del Laboratorio cittadinanza attiva (Lca), nata nel 2002, che prosegue con incontri mensili su temi sociali e politici di stretta attualità. «È una iniziativa che esprime il nostro essere cristiani camminando per le strade dell’uomo. Infatti, l’attualità ci interpella come cristiani e come associazione». La sintesi finale è stata tenuta da Paola Massi, presidente diocesana di Ac. «Si parla della confusione che regna fra i giovani, della loro fatica nell’informarsi e nel formarsi, ma dimenticando che questa realtà rispecchia il mondo degli adulti. Su tanti temi ci si accontenta di leggere un articolo di giornale qua e là. Invece l’Ac mette la formazione al centro del suo cammino, che necessita di competenze, entrambe indispensabili per la confronto e il dialogo con tutti».

Al termine la Messa, presieduta da don Flavio Bruletti, già viceassistente diocesano di Ac per il settore giovani, nominato addetto della Sezione primo annuncio nell’Ufficio catechistico diocesano. È stato salutato con un caloroso applauso e con il dono di un proiettore. Presente anche don Nicola Brevi, nuovo viceassistente diocesano del settore ragazzi. Il 9 febbraio del prossimo anno l’Ac bergamasca si riunirà in assemblea, durante la quale sarà eletto il nuovo Consiglio diocesano, mentre al vescovo spetterà la nomina del nuovo presidente, poiché Paola Massi giunge alla scadenza del secondo mandato

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