Mattarella incontra i giovani a Bergamo: «La scienza sia portatrice di democrazia»

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«Bisogna capire il mondo per interpretarlo, conoscere la tecnologia per viverla come un mezzo e non subirla come un fine e imparare, sapere per essere liberi»: capire, comprendere, imparare non vogliono essere soltanto gli ideali alla base della XVII edizione di BergamoScienza, come ricordato da Raffaella Ravasio, Presidente della stessa associazione, ma anche e soprattutto quel ponte tra scienza e cultura umanistica, tra ricerca ed etica auspicato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro dedicato ai giovani di BergamoScienza e Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo nella giornata di giovedì 24 ottobre. Facendo propri i messaggi di Ravasio e Daniele Rocchetti, Presidente delle ACLI provinciali, e la sua narrazione capace di descrivere la nostra città altro rispetto alla descrizione populista che correntemente ne viene fatta, come una città animata dalla convivialità delle differenze, «da valori che hanno lo spazio del “noi”» e dalla resilienza di restare umani, il Presidente Mattarella ha ricordato come la scienza e cultura umanistica, la cultura e la natura siano il ponte da costruire in quest’epoca planetaria.

«In questa era nuova, globale e connessa, di un’umanità in transizione continua senza certezza di approdo, preda della malattia dell’opinabilità, tutti siamo chiamati a sentirci responsabili portatori di un comportamento coerente, di una scienza fortemente intrisa di umanità» ha detto il Presidente, per rispondere alle domande di Davide Floridi e Marika Bono, giovani rappresentanti di BergamoScienza, che chiedono alla politica di «costruire tra scienziati e governi una comunicazione continua, non limitata alle singole evenienze o emergenze», per superare il dilagante «atteggiamento di diffidenza verso la scienza»  e il consenso quale «nuovo principio di autorità per cui ciò che piace è anche ciò che è vero». La richiesta dei giovani di BergamoScienza di attivismo, divulgazione e ricerca per promuovere la partecipazione giovanile è la stessa dei giovani di Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo, Federica Fenili ed Emilio Zubiani, che chiedono la costruzione di una società solidale e inclusiva, diversa da quella odierna pervasa dalla «cultura dello scarto e da un inverno che rischia di anestetizzare le coscienze, che alimenta le paure e i focolai di intolleranza», e che aspirano a andare oltre il «difetto di partecipazione, logiche utilitaristiche che minano la solidarietà e l’assenza di una progettualità comune che rafforzi le iniziative individuali proiettandole nel futuro».

Invitando a lasciarsi ispirare da grandi uomini di scienza e cultura umanistica, quali Leonardo, Galileo e Leopardi, come cittadini di un Paese la cui Costituzione, come recita l’articolo 3, deve fare di tutto per eliminare gli ostacoli che impediscano l’uguale sviluppo delle opportunità personali, il Presidente Mattarella ha invitato a fare della «ricerca il metodo di conoscenza», del pensiero critico lo strumento per «superare la dimensione del presente e perseguire la causa comune che è la causa dell’umanità». Il monito del Presidente è stato quello di «conoscere per sconfiggere lusinghe di divisione e paradossi laceranti che in un tempo di opportunità tollerano posizioni regressive». «Con la consapevolezza della responsabilità delle scelte, la scienza sia strumento di affrancamento dalla schiavitù, riconoscimento della dignità e del valore della vita, dai quali nessuno debba sentirsi escluso, ma soprattutto sia portatrice di democrazia, perché condivisione di un bene comune», ha concluso il Presidente.

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