Musiche e fiabe ispirate al mondo degli animali nel terzo appuntamento di Box organi a Lallio

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Musica e fiabe ispirate al mondo degli animali: è il filo conduttore del terzo appuntamento della rassegna concertistica “Box organi. Suoni e parole d’autore” sabato 5 ottobre (ore 21) a Lallio. Protagonista l’organista Manuel Tomadin, affiancato dal jazzista Giulio Visibelli al flauto traverso e al saxofono. Due prime esecuzioni assolute di Donati e Capodaglio e il racconto inedito di Roberto Cognazzo. protagonisti gli abitanti dell’aria: usignoli, cucù, galline, rondini, colombe, falchi, farfalle, api e moscerini resi attraverso i suoni dell’organo bossi urbani 1889 della parrocchiale.

A loro è stata dedicata anche la data del 4 ottobre. È infatti di qualche giorno fa la notizia che venerdì, oltre a Francesco, il santo fraticello d’Assisi, si festeggerà la Giornata mondiale degli animali. Riportando quindi al centro dell’attenzione del pubblico un tema che rientra nel più vasto interesse verso il Creato – e che tra l’altro risulta essere un unicum nell’ampio panorama dei concerti d’organo –, quest’anno “Box Organi. Suoni e parole d’autore”, la rassegna nata cinque anni fa con l’intento di valorizzare il pregevole Bossi Urbani della Chiesa Arcipresbiterale di Lallio (Bg), ha voluto interamente modellare i programmi dei tre concerti proprio sui rappresentanti del regno animale, con brani tratti dall’ampia letteratura per tastiera e ben sei commissioni di nuove composizioni proposte in prima assoluta.

Dopo i recital improntati agli animali d’acqua e a quelli di terra, sabato 5 ottobre (ore 21) sarà la volta di quelli dell’aria, che rispetto ad altre specie e varietà hanno sempre richiamato l’interesse dei compositori di ogni epoca – si pensi ad esempio alla vasta opera del compositore-organista-ornitologo Olivier Messiaen o ai vari Capricci e Toccate sul Cucù scritti da Frescobaldi, Pasquini e Kerll –. Manuel Tomadin, attualmente attivo come insegnante presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, è probabilmente l’organista italiano più decorato in competizioni di esecuzione/interpretazione della sua generazione. Vincitore di quattro concorsi organistici nazionali e sei internazionali tra cui spiccano il Primo Premio a Füssen, Breitenwang e Mittenwald (Germania), il Secondo Premio con primo non assegnato al prestigiosissimo concorso “Paul Hofhaimer” di Innsbruck per ben due volte (2004 e 2010) e il Primo Premio assoluto allo “Schnitger Organ Competition” di Alkmaar – Holland (2011) con il titolo di Organista Europeo dell’ECHO 2012, si dedica costantemente all’approfondimento delle problematiche inerenti la prassi esecutiva della musica rinascimentale e barocca anche attraverso lo studio dei trattati e degli strumenti dell’epoca. Svolge intensissima attività concertistica, sia solistica, in assiemi o come accompagnatore in Italia e in tutta Europa. Ha inciso vari dischi per le etichette Brilliant, Bongiovanni, Tactus, Fugatto, Bottega Discantica, Toondrama, Centaur Records, Stradivarius e Dynamic. Così scrive lo stesso Tomadin nelle note illustrative del programma: «Quando parliamo di composizioni note nel panorama internazionale non possiamo fare a meno di parlare di quelle musiche che hanno cambiato la storia del mondo, di quelle musiche che con l’intento di raffigurare alcune scene di vita quotidiana hanno portato la storia ad un grande cambiamento. Di certo le 4 stagioni di Antonio Vivaldi non sono passate inosservate, anche il grande Johann Sebastian Bach le fece sue tramite trascrizioni per altri strumenti e ne trasse grande insegnamento. Si tratta di musica a programma, quando l’autore cerca, in maniera assolutamente semplice ma geniale, di rappresentare qualche oggetto, scena e nel nostro caso qualche animale. I volatili, gli uccelli, sono sempre stati un tema molto gettonato, se si pensa a quanti capricci o canzone sono state scritte inserendo il noto verso del Cucù nel complesso contrappunto, realizzando quindi del materiale che potesse avvicinarsi all’ascoltatore in maniera concreta e diretta. Molti compositori sia italiani che d’Oltralpe si sono cimentati in questa idea creativa. Alcuni strumenti italo-tedeschi possedevano spesso l’effetto usignoli (Vogelgesang in Germania) creato immergendo più canne acute nell’acqua, registro molto prezioso che accompagnava in sottofondo le tipiche canzoni cinquecentesche. Se si parla di volatili in generale, la fantasia non manca; infatti in questa occasione sentiremo parlare, o per meglio dire, suonare api, usignoli che dialogano con cucù, moscerini, rondini, farfalle, ogni sorta di animale alato che con la sua leggerezza caratteristica sarà rappresentato da illustri autori come Bach, Couperin, Handel, Rameau ma anche da Kerll e Daquin». Due le composizioni contemporanee incluse nell’impaginato e presentate per la prima volta agli ascoltatori: le “Varianti Rondinine” op. 452 di Leonello Capodaglio e “La colomba, il falco ed un porto sicuro” del torinese (ma nativo di Mozzo) Guido Donati.  Capodaglio, nato nel 1945 a Lendinara (Ro) e vincitore di numerosi concorsi di composizione, vanta all’attivo ben 290 pubblicazioni di sue opere con editori di tutto il mondo. Nel presentare la nuova creazione, scrive: «Certamente non è opera onomatopeica bensì fantasiosa, dove, ricorrendo al mio stile reattivista, penso di avere regalato all’esecutore e al pubblico 6/7 minuti di buona musica. Il tema immaginato, incoraggiato anche dalle poesie giovanili del Carducci, è quello della mai troppo lodata rondine, che oggi sembra minacciata, specialmente in Medioriente, ma anche qui. Ricordo quando il Camerana scrisse che i Siciliani accoglievano le rondini a fucilate. E in effetti la conclusione del mio pezzo un po’ denuncia la triste avventura di questi cielicoli».

Donati, organista e compositore di moltissima musica tra cui 3 Concerti per organo e orchestra, ricorda invece che il suo brano «non si basa sulla pretesa di riprodurre organisticamente il verso degli uccelli ivi illustrati, ma dipinge altresì la visione di uno stato d’animo suscitato nell’autore dalla contemplazione di una precisa scena, e cioè di una colomba che riposa placida nell’erba e di un falco che volteggia alto sopra di lei, e man mano si abbassa per ghermirla, e a questo punto la colomba si accorge del pericolo e vola via veloce finendo su di un frondoso ramo, al riparo del rapace». Sul fronte letterario, potremo ascoltare invece il racconto inedito a sfondo autobiografico “Settant’anni dopo (Briciole di memoria organistiche)” del noto organista piemontese Roberto Cognazzo, formidabile interprete del repertorio organistico di derivazione melodrammatica e collaboratore di Alessandro Baricco in fortunate trasmissioni televisive, qui coinvolto per la prima volta anche come fine prosatore. L’interpretazione sarà curata, come sempre, dall’attrice Federica Cavalli.

Nel corso della serata, a ingresso libero e gratuito, sarà inoltre possibile apprezzare l’arte improvvisatoria di Giulio Visibelli, sassofonista e flautista senese il cui nome si lega a collaborazioni con importanti formazioni strumentali e a numerose partecipazioni a festival e rassegne jazz internazionali. Grazie a lui, la voliera di composizioni d’epoca barocca si riattualizzerà e prenderà nuova vita, animandosi sensibilmente di suoni e ritmi sincopati a noi più vicini. Preparatevi ad un divertimento volatile assicurato!

“Box Organi”, realizzata in collaborazione con Parrocchia e Associazione Libera Musica di Lallio e diretta da Alessandro Bottelli, è resa possibile grazie anche al sostegno delle ditte Zanetti, Ambrosini, Co.me.c., di Farmacia degli Spezieri e della Fondazione Credito Bergamasco.

 

 

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