La Cet della Valle Brembana. Don Gianluca Brescianini: «Il cambiamento porta bellezza e fatica»

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“Stiamo sperimentando la bellezza e la fatica del cambiamento” dice don Gianluca Brescianini, vicario territoriale della Cet 4 Valle Brembana, quella che conta il più alto numero di parrocchie – sessantadue – e il più basso numero di abitanti, 43mila. “È una macroarea a livello territoriale che ci pone concretamente davanti alla sfida di un nuovo dialogo. – osserva – Dopo la costituzione della Cet e l’individuazione dei coordinatori delle Terre esistenziali, ogni gruppo sta provando a lavorare un po’ in autonomia. Ci sono linee comuni che abbiamo condiviso, a partire dalla necessità di mantenere momenti formativi. La spinta ad immaginare già che cosa c’è da fare deve essere trattenuta e modellata da una formazione che ci ponga ad interrogarci sul senso del cambiamento”. La Cet 4 ha individuato un tema trasversale che andrà ad ispirare il lavoro delle Terre esistenziali. “Sulla linea di quell’attenzione al dialogo fra Chiesa e giovani che il vescovo ci ha sollecitato nelle ultime lettere pastorali, – spiega don Brescianini – abbiamo scelto il tema dei giovani collegato a tutti i mondi vitali. I giovani in rapporto ad affettività, lavoro, cittadinanza, tradizione e fragilità ci invitano ad entrare in modo più consapevole nella realtà del nostro territorio. Ci faremo aiutare da esperti in questa fase, perché possa emergere il volto giovane della nostra valle”. Il Consiglio pastorale territoriale incontrerà il vescovo all’inizio del mese di dicembre. “Credo sia un momento importante e necessario per raccontare, per chiedere indicazioni e per consegnare anche preoccupazioni e fatiche”. Qualche perplessità, fra laici e sacerdoti, permane su alcuni aspetti della riforma. “Qualcuno ci crede con profonda convinzione e vede questa riforma in una prospettiva profetica. Permane invece per qualcuno ancora una certa nostalgia del passato, di uno stile ormai consolidato e si nota la fatica del cambiamento. Come sacerdoti, oggi in numero minore in valle e anche più isolati territorialmente, la Fraternità presbiterale è un’opportunità da vivere con convinzione, purchè essa non sia slegata dalla Cet. E’ una grossa scommessa che vede noi sacerdoti protagonisti di un grande cambiamento”. La Valle Brembana è stata il territorio in cui si è celebrata il mese scorso a livello diocesano la Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato, con un cammino che ha coinvolto la Cet per un anno. “E’ stata una prima esperienza concreta come Cet. – racconta il vicario – Alcune parrocchie e la commissione specifica hanno lavorato in modo preciso e generoso. E’ stata la prima occasione per provare a sperimentare un modo sinodale di camminare insieme. C’è ancora molta strada da fare”.

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