«Il Muro» in scena a Seriate: uno spettacolo alle radici di tutte le barriere del mondo e dentro di noi

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Sabato 16 Novembre alle ore 20.45 c/o il Teatro Aurora di Seriate, andrà in scena  “Il Muro”,  uno spettacolo teatrale scritto e interpretato dalla coppia Marco Cortesi e Mara Moschini con la regia di Riccardo Salvetti. L’incontro è organizzato dall’associazione culturale Il Greto di Seriate.

La caduta di quel muro, il 9 novembre 1989, decretò la fine di un periodo durato 28 anni di divisioni all’interno della stessa  Città, determinando  la contemporanea e totale scomparsa dei confini interni con la nascita di una nuova capitale tedesca pronta a riscrivere la storia europea.

“Questo  – spiegano gli organizzatori – è il racconto di una storia vera, emozionante, di tutti coloro che sfidarono il muro più letale e che sembrava invalicabile, attraverso gesti di coraggio in nome di un sogno tanto atteso: la libertà”.

«Il nostro nuovo spettacolo di teatro civile – spiega Cortesi sul suo blog -, inizia la sua avventura e le richieste di repliche ci hanno sommerso come un’onda. Felici e spaventati (quasi una replica ogni 36 ore) eccoci di nuovo sul nostro furgone intenti a calcare un palcoscenico dopo l’altro. Scuole, teatri, associazioni… “Il Muro” tocca una piazza dietro l’altra e noi non potremmo esserne più felici».

Questo, però, precisa Cortesi «Non è uno spettacolo sui muri oggi nel mondoMessico, Palestina, Marocco, Cipro… secondo gli osservatori internazionali sono oltre 72 i grandi muri oggi nel mondo. Se nel 1961 quando venne costruito, il Muro di Berlino diventava la settima grande barriera costruita dall’uomo, oggi esso non è che un ricordo che quasi impallidisce di fronte a muri così vasti da poter essere visti addirittura dalla luna. 3,60 metri di altezza, lunghezza 156,4 Km, 300 torri di avvistamento, 10.000 soldati di pattuglia, 259 cani da guardia, 20 bunker… per attraversarlo quasi 1200 persone pagarono con la propria vita (se consideriamo nel calcolo anche tutte le vittime della frontiera intra-tedesca)… Gli spettatori rimangono allibiti di fronte a questi dati, ma la verità nuda e cruda è che il Muro di Berlino è solo un pivello, un adolescente impacciato e insicuro, una matricola se messo a confronto con i grandi muri oggi nel mondo, quelli che rappresentano lo stato dell’arte della frontiera, della barriera, del limite invalicabile. La barriera israeliano-palestinese guarda il Muro di Berlino dall’alto: cosa sono 3 metri e mezzo se messi a confronto con gli 8,5 metri di cemento armato che tagliano Gerusalemme a metà? 156 chilometri di lunghezza non sono niente rispetto ai progetti per una barriera, quella tra Messico e USA, che misurerà 8500 chilometri. Eppure questo spettacolo non parla di questi muri, ma soprattutto di noi».

Cortesi ha deciso di cercare con il suo testo l’origine di queste barriere: «Il nostro spettacolo – scrive sul blog – parla di un Muro che viene prima di tutti gli altri e ne è forse la causa e la vera origine. È questo il Muro che Peter, Hans, Gina, Sabine, Gunther, Holger ci hanno svelato! Un Muro costruito da noi non contro altrima contro noi stessi. È quel Muro che ci allontana da tutto quello che vorremmo davvero essere… È il Muro che ci separa dai nostri sogni… È quello che ci fa essere insoddisfatti, rabbiosi, che ci fa trascinare di giorno in giorno lungo esistenze che non ci soddisfano, professioni che odiamo, ore, giorni, settimane, mesi e anni che buttiamo al vento… Il nostro spettacolo non parla dei Muri che sono là fuori, parla del Muro che sta qui dentro».

Una serata particolare, uno spettacolo unico di teatro civile che ha collezionato più di 200 repliche in meno di un anno dal debutto, un pezzo d’arte e riflessione dove i protagonisti si spingono e vanno oltre quel muro, un messaggio di pace e fratellanza che parla di noi,  delle nostre paure e divisioni.

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