Mamme, bambini e i mali di stagione: la malefica infestazione dei pidocchi

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All’inizio non ci fai caso, poi a un certo punto il dubbio s’insinua sottile. “Alice, vieni qui un attimo. Fammi vedere”. Lei corre, con una mano tiene l’orsacchiotto, con l’altra si gratta la testa senza pietà, del tipo che potrebbe scorticarsi il cuoio capelluto ma il prurito vince sul rischio.

Prendi tra le mani qualche ciocca di capelli, sposti pian piano, sapendo già cosa troverai. “Cavoli Alice, hai i pidocchi”. Ora. Se da mamma è la prima volta che hai a che fare con questi schifosi cosini malefici li affronti subito con ottimismo: suvvia, siamo quasi nel 2020, esisteranno chissà quali lozioni che li stermineranno tutti in un lampo. Iniziamo soft, con qualche rimedio naturale, che magari basta.

Se invece da questa formativa esperienza sei già passata non puoi che prendere atto delle prossime settimane, se non dei prossimi mesi, che dovrai passare. Sì, perché i pidocchi sono proprio brutte bestie. Le lozioni di aceto o maionese, l’olio Tea Tree, l’infuso di eucalipto e qualsiasi altro rito che non preveda l’uso di roba chimica velenosissima e dannosa alla salute non funziona, già lo sai.

L’ultima volta, al terzo tentativo di acquistare prodotti efficaci, al farmacista avevi intimato chiaramente: “Mi dia qualcosa di forte. Forte, la prego. Puzzolente, repellente, pericoloso, nocivo, quel che vuole purché funzioni. Perché son settimane che combattiamo contro questi pidocchi e non c’è verso di cacciarli una volta per tutte”.

In quel caso era stato necessario un quarto tentativo. Alla fine una sorta di gel dall’odore nauseabondo aveva trionfato. Da allora di mesi non ne sono passati poi così tanti. E niente, siamo nuovamente qui pronti a ripartire da capo. Alice ha lo sguardo spaesato di chi c’è già passato.

“No dai mamma. Quindi ora ricomincerai col tuo tic?”. Sì, faccio outing, lo ammetto. I pidocchi mi provocano un irrefrenabile istinto degno d’una scimmia spidocchiatrice. Un po’ come quando non resisti alla tentazione di schiacciare un brufolo. Ecco, io non ce la faccio a lasciarli stare. Li devo trovare. Col pettinino fine fine. E poi dividerli a metà con l’unghia, perché altrimenti loro comunque se ne vanno a spasso, rasentando l’immortalità.

Lo so, è un racconto sadico, ma coi pidocchi io lancio un appello: siamo sincere. Eddai. Il terrore sorge, a scuola non sai che fare (lo dico? mica che per caso me lo fanno tenere a casa anche se ho iniziato il trattamento…faccio finta di niente sperando che nessuno noti quanto si scortica la testa?!), a casa diventi una psicopatica che prende tutto e lo lancia in lavatrice. Ma soprattutto, dei pidocchi sai tutto.

Anche perché, guarda un po’ che caso, proprio in questi giorni Tommaso è tornato da scuola con un bel foglietto intitolato “Pediculosi del capo. Cos’è il pidocchio? E la pediculosi?”. Beh, se ancora non lo sapete ve lo dico io: la pediculosi è l’infestazione dei pidocchi, la femmina vive fino a un mese e deposita 10 uova al giorno. E non esiste alcuna efficace precauzione. Insomma, ci passi e ripassi. Ogni volta sei tentata di rasare a zero tuo figlio. Una mia amica l’ha fatto, ha tagliato tutti i lunghissimi capelli della figlia. Ma dopo un anno l’avventura si è ripresentata.

E allora via, l’unica soluzione è affrontare il problema. Pettinino alla mano, l’avremo vinta anche questa volta (vi farò sapere tra quanti mesi…).

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