Oratorio San Tomaso intitolato a Giulia Gabrieli: esempio e presenza viva nella comunità

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La parrocchia di San Tomaso è una realtà della città di Bergamo. Il suo oratorio lo si può scorgere dal treno diretto a Milano Centrale e a primo impatto potrebbe sembrare un piccolo oratorio nascosto dal caos cittadino, ma in realtà coinvolge tanti volontari e tante famiglie che, dallo scorso 5 settembre, hanno una nuova custode: Giulia Gabrieli. Giulia è una ragazza molto nota, non solo nella Bergamasca, per aver affrontato la malattia con il sorriso e, soprattutto, con una grandissima fede. All’età di quattordici anni è volata in cielo a causa di un osteosarcoma, ma il suo ricordo continuerà a vivere in chi l’ha conosciuta e anche in chi è venuto a conoscenza della sua storia. Lo scorso 7 aprile è stato avviato il processo di beatificazione e, cinque mesi dopo, l’oratorio è stato intitolato proprio a Giulia.

Giulia esempio per la comunità

“L’idea dell’intitolazione è nata da confronto tra noi sacerdoti, il consiglio dell’oratorio e l’associazione conGiulia – spiega don Marco Gibellini, curato dell’oratorio di San Tomaso -. La proposta è arrivata dall’associazione. Ci siamo detti subito che questa dedica non doveva essere una ‘targa’ alla memoria, ma una testimonianza viva che riattualizza Giulia e ciò che ha fatto. Lei è un esempio per tutta la nostra comunità”. Oltre all’intento di sottolineare la grande forza della fede di Giulia, il gesto dell’intitolazione è anche una conseguenza del suo operato. “Giulia è cresciuta in questo oratorio -prosegue don Marco-. Nella sua ordinarietà è riuscita ad essere straordinaria. La storia di questo oratorio si è intrecciata con la sua”.

Far conoscere Giulia

Giulia è un grande esempio per tutti i giovani e la sua storia ha una risonanza ampia che ha superato i confini della diocesi bergamasca. Molte sono le persone che si sono affezionate a lei e la comunità di San Tomaso non è stata da meno. “Alla notizia della dedica la comunità ha reagito molto bene e a testimoniarlo è stata l’intensa partecipazione all’intitolazione -racconta don Marco-. Giulia è un dono per tutta la Chiesa. Il nostro intento è quello di continuare a farla conoscere alle nuove generazioni così che la sua storia possa essere uno slancio per i giovani verso gli altri e verso Dio”.

Sognare con lei

I sogni non si fermano alla figura di Giulia, ma si estendono a tutti i ragazzi che frequentano l’oratorio. “Sogniamo che i giovani della nostra comunità possano diventare davvero sale della terra e luce del mondo – conclude don Marco -. La speranza è quella di vederli realizzare i loro sogni e che, nelle difficoltà, possano trovare il loro gancio in mezzo al cielo, come diceva Giulia. Speriamo di crescere ragazzi che siano capaci di farsi portare in braccio da Dio”. Sentimenti, testimonianze, fede e sogni racchiusi in un oratorio di città a sottolineare che quella dedica è molto più di una “targa”. Il nome di Giulia rappresenta una storia da far rivivere per sempre in chiunque abiti l’oratorio.

 

Foto dell’associazione conGiulia

 

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