“Pranzo dei Popoli”: mettere il mondo a tavola. Tanti laboratori con il Sermig

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Poter sperimentare in prima persona la distribuzione delle risorse del mondo: questo l’obiettivo principale del “Pranzo dei Popoli”, l’attività proposta dal Sermig di Torino e poi diffusa sul territorio di Bergamo dal gruppo Sermig di Bonate Sopra. L’attività mette il mondo a tavola: ogni partecipante, con una nuova carta di identità, rinasce. Improvvisamente si trova ricco, o povero, o poverissimo; qualcuno è in guerra, qualcuno può andare a scuola, qualcuno è analfabeta. Ci si distribuisce nello spazio in base alla propria ricchezza: i poveri e i poverissimi per terra, i ricchi seduti ad una tavola imbandita. Poi il cibo viene portato in sala secondo le reali distribuzioni di risorse nel mondo: qualcuno ha il piatto pieno di pasta, focaccia, frutta; qualcuno, invece, si ritrova nel piatto solo una nocciolina. Al momento del “Buon appetito”, ognuno è libero di muoversi per la stanza e di fare ciò che ritiene più giusto fare: così, in piccolo, improvvisamente si possono osservare le dinamiche che ogni giorno vengono descritte ai telegiornali o che è possibile osservare nella vita quotidiana. In uno stesso momento parlano la fame e la coscienza: chi vince? Si ruba ai ricchi o si sta al proprio posto? Si dona ai poveri o ci si gode il proprio piatto?

È possibile vivere l’esperienza del pranzo (o merenda) dei popoli organizzando una giornata di visita all’Arsenale della Pace di Torino, l’ex fabbrica militare trasformata dal Sermig in una casa sempre attiva a servizio dei poveri e dei giovani. Anche il gruppo Sermig di Bonate Sopra propone l’esperienza nelle scuole della bergamasca nell’ambito delle Proposte scuola della diocesi di Bergamo.

La merenda dei popoli è solo uno dei laboratori interattivi proposti dal Sermig di Bonate Sopra nelle scuole di Bergamo. Un altro laboratorio pone gli studenti davanti ad un problema reale: in Brasile, gli abitanti della zona nord-est emigrano sistematicamente verso le grandi città. Lì, spesso, non trovano un lavoro e finiscono in strada. Ma perché è necessario migrare? E come risolvere il problema? Gli studenti sono guidati da fotografie e domande a trovare una soluzione alla loro portata, realizzabile con le proprie risorse e capacità. “È un modo semplice per mostrare che ognuno può restituire le proprie competenze e la propria intelligenza a servizio di una persona o di una situazione. Il mondo è nelle mani di noi giovani: è importante capire il potenziale positivo che possiamo avere” racconta Chiara, del gruppo di Bonate.

Altri laboratori interattivi propongono dialoghi con gli studenti su tematiche quali la cittadinanza attiva, l’impegno per il proprio territorio, la giustizia, la pace. Ogni laboratorio prevede un momento di racconto dell’Arsenale della Pace di Torino, motore anche del gruppo bergamasco.

Per maggiori informazioni sul progetto scuole è possibile contattare i ragazzi del gruppo Sermig di Bonate sopra alla email bergamo@giovanipace.og o al numero 334 6568287.

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