Tavernola, il poeta Davide Rondoni racconta “L’infinito” di Leopardi

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Il poeta Davide Rondoni racconta “L’infinito” di Leopardi. Appuntamento mercoledì 20 novembre, alle ore 20.45, a Tavernola Bergamasca per parlare della celebre poesia di Leopardi a cui ha recentemente dedicato un libro (E come il vento) di riflessioni critiche ed esistenziali. A corredo della serata gli interventi musicali di Guido Bombardieri, Giulio Visibelli e Gino Zambelli, che rileggeranno i versi dell’illustre recanatese attraverso  i suoni di tre strumenti (clarinetto basso, flauto traverso, fisarmonica) accomunati tra loro dalle mobili e creative evoluzioni dell’aria. 
Per parlare dell’infinito ci voleva giusto un poeta. Uno di quelli che la poesia ce l’ha addosso da sempre, come un vestito. E se la porta dietro ovunque, in qualsiasi posto vada, come una valigia piena di effetti personali, però enormemente più leggera. Davide Rondoni è, da anni, il paladino dell’infinito. Non soltanto perché sul tema c’ha scritto addirittura un libro emozionante, di vasta erudizione eppure mai pedante (e come il vento – L’infinito, lo strano bacio del poeta al mondo, ed. Fazi), caratterizzato da un andamento che alterna l’amore per il testo di Leopardi, lo scavo attivo e sotterraneo, a momenti che moltiplicano l’esperienza vissuta dentro quella lieve ragna di parole in altrettante vite da vivere. O perché, on the road, se ne va ramingo per l’Italia a proclamarne, vox clamantis, l’esistenza. Ecco: lui, l’infinito, lo misura con il metro poco aulico del quotidiano. Ci fa capire che esso non è qualcosa di astratto e lontano, di altro da noi, ma che in noi alloggia da tempo immemorabile. Ancora, è l’infinito a muovere i nostri pensieri, i nostri più riposti desideri. Siamo fatti di infinito. Siamo noi stessi parte di un indecifrabile infinito. Con Rondoni l’idillio leopardiano, composto dal sapiente recanatese duecento anni fa, rivive e si confronta con il reale, con la materia impura del mondo che ci circonda, ammantandosi di consapevole attualità. Per queste e altre ragioni l’incontro che si terrà mercoledì 20 novembre alle ore 20.45 nel Teatro Parrocchiale di Tavernola Bergamasca, e che appunto vedrà il poeta e docente universitario romagnolo coinvolto in presa diretta sui temi sopracitati, è un appuntamento da non lasciarsi sfuggire. Promossa dal Comune dell’estroversa località lacustre, la conversazione si avvarrà anche di un inedito contrappeso musicale creato appositamente per l’occasione e curato da Alessandro Bottelli. Prendendo spunto dai versi E come il vento / Odo stormir tra queste piante, in cui fa capolino l’elemento più sonoro dell’intera poesia – e che, tra l’altro, si materializza proprio nella parte centrale del testo –, saranno realizzate tre diverse suggestioni “per strumenti a vento”, ossia strumenti che necessitano dell’intervento mobile e creativo dell’aria per poter emettere suoni: clarinetto basso, dalla voce insinuante e vellutata; flauto traverso; fisarmonica. Affidate alla rinomata professionalità di tre esperti jazzisti quali Guido Bombardieri, Giulio Visibelli e Gino Zambelli, le singole improvvisazioni rileggeranno da un punto di vista acustico differente L’Infinito leopardiano, per poi intrecciarsi in una conclusiva esposizione circolare, dove lo stesso tema sarà ripreso, riproposto e variato senza soluzione di continuità dai tre strumenti in successione, fino a ritrovare, alla fine, in perfetta circolarità, il timbro, la pronuncia originaria da cui tutto aveva preso inizio. E a suggerire così, grazie al riverberante verbo dei suoni, un’idea alternativa di infinito. Ingresso libero. Per informazioni: 338 3212171 – www.comeunfiordiloto.it

 

 

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