La vita dei preti dellla fraternità presbiterale del Calepio-Sebino: «Ci si prende cura l’uno dell’altro»

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Don Alessandro Gipponi è moderatore della Fraternità 2 della Cet 5 Calepio-Sebino. “Ai numeri, anche se in via assolutamente non ufficiale, – confessa – abbiamo accostato un nome che ci fa sentire collegati al territorio in cui viviamo il nostro ministero: tra di noi ci chiamiamo la Fraternità del lago e rappresentiamo le 14 parrocchie del Sebino”. Sono una ventina i sacerdoti che compongono la Fraternità che corrisponde territorialmente al vecchio vicariato. “Per noi questo è stato un vantaggio iniziale perché le stesse parrocchie vivevano già una comune appartenenza. A questo si affianca però anche il rischio di riproporre i meccanismi del vecchio Consiglio presbiterale. Sono arrivato a Predore sei anni fa e ho trovato un rapporto fra i sacerdoti già improntato sul principio di una vita fraterna. Ancora oggi, con una fraternità a cui siamo esortati, sento che la partecipazione è viva e lo spirito condiviso”. Don Gipponi non nasconde alcune difficoltà iniziali nell’approccio con la riforma. “Quando in diocesi si è iniziato a parlare di Comunità ecclesiali territoriali ci sono state tra i sacerdoti anche posizioni critiche, si temeva che questa Fraternità presbiterale andasse ad introdurre una qualche impronta di stile monastico fondato sulla vita comune. Si temeva che questa scelta di vivere più intensamente tra confratelli la dimensione del ministero potesse sottrarre tempo al ministero fra la gente. La novità ha inizialmente irrigidito, ma in fondo bastava solo conoscere e comprendere. Ora questa fase è ampiamente superata”. I preti della Fraternità si incontrano tutte le settimane il venerdì a Paratico per il pranzo, come già avveniva prima della riforma. “E’ un momento di dialogo e di ascolto importantissimo. Escono i bisogni, le fatiche e ci si prende cura l’uno dell’altro con un’attenzione reciproca generosa”. Una volta al mese si vive un momento di ritiro con i sacerdoti della Fraternità 1 Val Calepio. “Come preti del territorio viviamo insieme momenti di preghiera, di riflessione, di formazione, ma anche di svago. A fine anno non rinunciamo alla nostra gita di gruppo”. Don Gipponi è convinto che la presenza di una Fraternità vissuta con convinzione sia un messaggio importante per le comunità. “Le comunità ci guardano e testimoniare la fraternità, anche se con fatica, è parte integrante del nostro ministero”.

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