Dossena, un albero di Natale di tremila “piastrelle” cucite all’uncinetto: testimonia la forza della solidarietà

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Se il desiderio di comunità e coesione sociale potesse essere misurabile, probabilmente, raggiungerebbe i sei metri. Almeno, in Valle Brembana. Già, perché è questa l’altezza dell’albero di Natale di Dossena, che, composto da più di tremila “piastrelle” di lana e cucito dagli abitanti del paese, svetta, dal 23 novembre, presso il sagrato della chiesa parrocchiale. Un’idea che parte da lontano. «Dopo le feste natalizie dello scorso anno, un’amica mi ha fatto vedere le foto di un albero di Natale che stava riscuotendo enorme successo e popolarità sui social – racconta Mara Lalla, volontaria della biblioteca comunale di Dossena –. L’albero era quello pensato dai cittadini di Trivento (Molise) ed era interamente composto da tanti quadratini di lana colorati (12×12 cm), cuciti assieme. Scherzando, ci siamo dette che, anche noi a Dossena, avremmo potuto riproporre la stessa iniziativa». Una battuta che, pian, piano, prende la forma di un vero e proprio progetto.

Una rete di alberi solidali attraverso l’Italia

«All’inizio, ero abbastanza scettica, pensavo fosse qualcosa fuori dalla nostra portata – spiega Lalla –, ma, poi, l’aspirazione contagiosa di mettersi in gioco è aumentata e la volontà di creare anche noi, come comunità, un albero di lana tutto nostro, lentamente, ha preso vita». Con altre donne del paese, in grado di lavorare all’uncinetto, Mara Lalla parla con il sindaco, che, entusiasta, prende in mano il telefono e contatta subito il Comune di Trivento. «Il Comune ci ha passato il numero di Lucia Santorelli, promotrice del progetto – continua Lalla –. Abbiamo potuto così conoscerci, confrontarci, scambiarci proposte e consigli, avanzare dubbi, ma, soprattutto, comprendere al meglio principi e scopi che all’albero di Natale erano connessi». Non solo, infatti, la volontà di lavorare assieme, ma anche una sorta di testimonianza contro la violenza di genere. «Per i cittadini di Trivento, ideare quest’albero di lana significava portar fuori, idealmente, dalle quattro mura domestiche, un lavoro, quello dell’uncinetto, da sempre connesso all’universo femminile – spiega Lalla –. A livello simbolico, quindi, fare ciò voleva far luce su un tema, quello dei maltrattamenti verso le donne, spesso ignorato. Anche noi abbiamo sposato questo ideale, così da concepire il nostro albero non solamente come un bell’esempio di coesione sociale, ma forma di denuncia contro gli abusi domestici».

“Abbiamo dovuto fare e disfare: un bel lavoro di gruppo”

Più di venti le persone che, fra marzo e la fine dell’estate scorsa, danno il loro contributo, sia a livello operativo che organizzativo. «La solidarietà è stata tanta, fra chi, in solitaria, lavorava la lana e chi, semplicemente, la regalava – illustra Lalla –. Verso settembre, constatato che i quadretti erano di quantità notevole, abbiamo incominciato ad assemblarli: non sono mancati errori, ovviamente: spesso, abbiamo dovuto farli per poi disfarli e ricucirli nuovamente, ma, tramite una chat WhatsApp, il dialogo con Lucia Santorelli e gli altri ideatori di Trivento era sempre aperto: il loro aiuto non è mai mancato. E un grazie lo si deve anche al gruppo fanti di Dossena, che ha donato la struttura portante dell’albero». Un ottimo esempio di organizzazione, gratuità e unione, quello di Dossena, incarnato, oggi, da un albero di Natale interamente coperto da lana colorata, alto quasi otto metri d’altezza (se si conta pure la stella che copre il suo apice). «Quest’anno, dietro invito di Lucia, alcuni quadretti, cuciti qui a Dossena, andranno in Trivento ad abbellire l’albero del paese – afferma Lalla –, ma ce ne saranno pure altri, provenienti da diverse parti d’Italia e non solo: ci sono state adesioni, infatti, anche dal Belgio, dal Brasile e dall’Argentina: ad oggi, sono più di quaranta i comuni che hanno deciso di dar vita a un albero di lana seguendo l’esempio di Trivento. Un’adesione che ha permesso la creazione di una vera e propria rete, che garantisce lo scambio di informazioni e pratiche».

Il potere della sinergia e la forza della solidarietà

A sentire Mara Lalla, forse, prossimamente, ci sarà pure la possibilità di vedere tutti questi alberi in un video, che mostrerà le varie accensioni delle stelle. Ma quel che rimane, per ora, è un bellissimo albero colorato che, assieme ad altri alberi altrettanto colorati e soffici, sparsi per l’Italia e per il mondo, testimonia il potere della sinergia e la forza della solidarietà. Non è certo poco. «Partecipazione e integrazione, di cui quest’albero è il simbolo, sono, a mio parere, ingredienti fondamentali per vincere la violenza contro le donne e scardinare quell’atavica concezione che le vorrebbe relegate alla chiusura domestica e sottomesse alla prepotenza maschile – afferma Fabio Bonzi, sindaco di Dossena –. Quest’albero, quindi, non è solo un messaggio di pace, bensì il simbolo di un’idea di convivenza fra persone che, a volte, possono pure essere molto diverse fra di loro, ma che si mettono in gioco per il bene della propria comunità».

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