Felicizia: i segreti per realizzare una “città ideale” nella vita di tutti i giorni

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Felicizia è un nome che unisce felicità e amicizia. È una città ideale, inventata dai bambini del Sermig all’Arsenale della pace di Torino, ma è anche una realtà concreta, che porta oltre duecentocinquanta bambini e ragazzi di 23 nazionalità diverse a vivere insieme. Un luogo dove trascorrere le giornate tra sport, doposcuola, teatro e attività ricreative. Lo racconta un albo coloratissimo e prezioso “Felicizia, la città dei bambini” (Mondadori) con testi e introduzione a cura di Valentina Camerini e le illustrazioni di Arianna Operamolla. Una lettura adatta a grandi e piccoli.

Le leggi del cielo: io non sono felice se tu sei triste

Lo stile delle attività di Felicizia segue le “leggi del cielo”: “Io non sono felice se tu sei triste; tratta chi ti è vicino come vorresti essere trattato tu; vogliamo volerci bene; se lo desideri con tutto il cuore, i sogni diventano realtà; tutti ma proprio tutti devono poter mangiare; l’anima di tutti ha lo stesso colore”. E’ un programma che si può vivere ad ogni età, ma “da imparare quando si è piccoli”, come spiega Ernesto Olivero, fondatore e anima del Sermig. L’anno scorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha citato questa città speciale nel suo discorso di Capodanno. Ha raccontato a tutti gli italiani di quel sogno che indica l’amicizia come strada per la felicità: «Dobbiamo guardarci – ha detto il Presidente – dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. I buoni sentimenti rendono migliore la nostra società».

Tutte le nostre città possono diventare come Felicizia

Un anno dopo, questo libro trasporta i lettori per le strade di Felicizia con una serie di racconti divertenti e allo stesso tempo profondi, lanciando un messaggio importante: “Tutte le nostre città possono diventare come Felicizia, basta volerlo davvero”. Nelle storie narrate ci sono situazioni quotidiane, ma sempre con un pizzico di fantasia: c’è per esempio una macchina “Scaccia-felicità” che costringe tutti a mettere il broncio e mostra tra le righe come a volte, per risolvere una situazione difficile, basterebbero un sorriso o un gesto gentile in più. E poi un grande imprenditore, il più ricco della città, scopre che da soli non si può raggiungere alcun risultato: si vince solo col lavoro di squadra, e l’arma segreta è la gentilezza. I bambini di Felicizia si impegnano a fondo perché “tutti, ma proprio tutti devono poter mangiare” e si inventano (bellissima idea) la “giornata dei sogni da avverare”: “Un giorno speciale in cui è possibile liberare i sogni che sono finiti nascosti sotto mille altri pensieri, condividerli con gli amici e provare a realizzarli”. Ogni racconto è come un seme da lasciar germogliare a casa, a scuola, dappertutto, perché per attecchire ha bisogno soltanto di un po’ di spazio dentro il cuore.

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