All’oratorio di Borgo Santa Caterina il Vangelo in tempo d’avvento viaggia su Whatsapp

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Nelle trame della città, se si aguzza la vista e si fa attenzione, si possono scovare realtà che hanno molto da donare. Sono rifugi inaspettati nel caos prenatalizio. Durante l’avvento siamo tutti chiamati a fare silenzio dentro noi e, a volte, servirebbe proprio mantenere nel cuore l’atmosfera di questi luoghi. Tra essi, per esempio, c’è l’oratorio di Borgo Santa Caterina. Una casa per la comunità della parrocchia che, però, non resta chiusa nelle sue quattro mura e si affaccia alla quotidianità con la semplicità di un messaggio su WhatsApp. Quell’atmosfera che si respira entrando in oratorio diventa tascabile e a portata di telefono. Un modo semplice per prendersi del tempo, riflettere e prepararsi al Natale.

Giorno per giorno con un messaggio

Accompagnare ogni fedele durante il cammino d’avvento non è facile e spesso le occasioni di preghiera comunitaria non raggiungono tutti. Così, all’oratorio di Borgo Santa Caterina, hanno pensato di sfruttare la potenza della comunicazione attraverso i social per arrivare sui telefonini con un semplice messaggio.

“L’idea consiste nell’inviare quotidianamente il Vangelo seguito da un commento e due domande per provare a pensare. La Parola è accompagnata da un’immagine e il tutto si conclude con la preghiera – spiega don Luca Martinelli, curato dell’oratorio di Borgo Santa Caterina -. È una iniziativa molto semplice, ma è basata sul Vangelo del giorno ed è un tentativo di offrire un cammino continuativo. Si può usare in famiglia o ci si può connettere ovunque e pregare. È un modo per prendersi cinque minuti per la preghiera e accompagnare i tempi forti. Il target è molto ampio e la proposta comprende chiunque lo desideri. Spesso non conosco chi mi richiede il messaggio, ma si crea comunque un buon rapporto e si capisce quanto le persone ci tengano”.

La preghiera diventa social

Per ricevere quotidianamente la preghiera basta mandare un messaggio a don Luca e si è subito inseriti in una lista broadcast. Da quel momento si iniziano a ricevere i messaggi giorno per giorno. Inoltre, la proposta comprende non solo la parrocchia del quartiere, ma va oltre e include persone provenienti da diverse parti della diocesi. C’è chi aderisce perché conosce i sacerdoti, chi perché ha letto il volantino in bacheca o chi viene raggiunto perché il messaggio gli è stato inoltrato da amici e conoscenti. La proposta sfocia anche su altri social, da Facebook a instagram, dove viene postato il pensiero del giorno diffondendo in maniere diverse e spontanee.

Al desiderio di accompagnare i fedeli si aggiunge anche l’esigenza di adattarsi ai tempi della quotidianità odierna. “In parrocchia ci sono altri appuntamenti e attività con i ragazzi che funzionano bene. Con le famiglie, però, è più complicato – racconta don Luca -. Non sai mai se prendono il libretto che c’è in chiesa e se lo utilizzino. Il messaggio ha un rimando diverso e lo si ha già nell’atto di chiederlo. Delle volte l’iniziativa parte e magari qualcuno si aggiunge perché ne sente parlare. Sono anche coloro che ricevono il messaggio a inoltrarlo a chi lo desidera. Il telefono, poi, lo porti ovunque e puoi pregare dove e quando vuoi”.

Un’occasione per riflettere

Già nella scorsa quaresima, i fedeli venivano accompagnati con questa modalità e il rimando è stato positivo sin da subito. La prima lista broadcast era composta da una cinquantina di persone è arrivata a superare le ottanta durante questo avvento. “Il riscontro è buono perché se per caso il messaggio arriva in ritardo, lo richiedono. Usando i Vangeli d’Avvento è una preparazione quotidiana che aiuta le persone a vivere meglio anche le altre iniziative. Le domande che vengono proposte sono molto concrete e sono un’occasione di riflessione”.

Avendo un target ampio, il messaggio è strutturato in maniera semplice e concreta. Un approccio che, però, funziona. Spesso anche chi non è nella lista riceve il messaggio perché inoltrato da chi lo riceve. Un modo per accendere una luce in più che poi ne accenderà altre a sua volta. “La proposta è uno spunto di riflessione – conclude don Luca -. Magari per qualcuno già fermarsi per leggere quei cinque minuti è un bel passo, invece per qualcun altro diventa uno stimolo per approfondire. So di persone anziane che mandano questi messaggi ai propri figli. È davvero una bella occasione per riflettere e prepararsi”.

 

 

Clicca qui per conoscere l’iniziativa: https://www.oratoriobsc.com/2019/11/21/un-tempo-per-vegliare/?fbclid=IwAR1fCeyJiENlGon7M0RAN5kjmeS-YML7y8gKBaVIYElyGvyIsRZelGH-L14

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