Il pellegrinaggio dei giovani in Terra Santa: #esploratoricercasi, in cammino anche sui social

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Dopo il pellegrinaggio a Santiago e i due viaggi verso Roma, i giovani bergamaschi sono pronti per rimettersi in cammino. Questa volta ad attenderli è la Terra Santa. Meta di tanti pellegrini, ma tutti con obiettivi differenti, questo luogo rappresenta un’occasione preziosa sia per le motivazioni religiose che il viaggio racchiude sia per le questioni filosofiche e le bellezze naturali del territorio. La Terra Santa ha molto da offrire ed è per questo che è necessario prepararsi bene per godersi fino in fondo quest’esperienza.

La Terra Santa come meta

Venerdì sera al Centro Congressi, sono intervenuti il dottor Silvano Mezzenzana, don Manuel Belli, don Emanuele Poletti, don Gianluca Salvi, Enrico Brignoli e Mariagrazia Falcone. Alla presentazione del pellegrinaggio erano presenti molti giovani intenzionati a partire. Tutti pronti a mettersi in ascolto di chi ha toccato con mano queste terre e ha organizzato questo viaggio per loro. “Ci possono essere diverse motivazioni per essere pellegrini in Terra Santa – ha spiegato Silvano Mezzenzana, direttore dell’agenzia Duomo Viaggi -. Le ragioni possono essere religiose, filosofiche e ambientali, ma ricordate che voi in quei luoghi siete di passaggio. Cogliete l’opportunità di incontrare chi vive in queste terre perché il cammino vi dà la possibilità di conoscere a pieno la realtà”.

Il dottor Mezzenzana si è innamorato della Terra Santa sin da giovane, al primo viaggio. Nel corso degli anni è riuscito a creare un cammino da Nazaret a Gerusalemme che conta duecento chilometri. “Camminare consente ai nostri pensieri di essere più veloci dei nostri spostamenti – ha proseguito il dottor Mezzenzana -. Anche Gesù era un nomade e non aveva una casa. Lui ha imposto la condizione del cammino ai suoi discepoli. Persino il concilio Vaticano II ci ricorda che la Chiesa è il popolo di Dio in cammino. Mentre camminiamo ci chiediamo chi siamo. Nella prossima estate attraverserete una terra tormentata e vi rendete conto che Gerusalemme racchiude tutte le contraddizioni di quel territorio. Lì ciascun credente ha una sua meta”.

Perchè la Terra Santa?

Dal 16 al 24 agosto 2020, i giovani bergamaschi vivranno le terre di Gesù con lo stile del pellegrino. “Sarà un pellegrinaggio dallo stile sobrio in cui avremo la possibilità di fare degli incontri e visitare anche luoghi non turistici. Avremo l’opportunità di incontrare delle ‘pietre vive’, realtà che quotidianamente si giocano in quei territori – ha sottolineato don Manuel Belli, docente del Seminario -. Il cammino è studiato in tre tappe. I primi giorni saremo in Galilea e faremo un focus sulla vita di Gesù in opera e parole. La parte centrale del viaggio sarà in Samaria e nel deserto dove ci porremo la domanda ‘Da cosa mi salva Gesù?’. La fine del pellegrinaggio, invece, sarà incentrata sulla questione ‘Come mi salva Gesù?’. Lì staremo a Gerusalemme e Betlemme”.

Durante il viaggio, i luoghi prenderanno vita e forma grazie agli incontri che i giovani potranno fare. I pellegrini si metteranno all’ascolto di preziose testimonianze come quella degli arabi cristiani, le suore italiane, i beduini, gli arabi musulmani, il gruppo Giovane Kheila, la comunità parrocchiale della Cisgiordania e la realtà caritativa di Betlemme.

Si parte…

Un pellegrinaggio ricco di profondità a cui è necessario arrivare preparati. “Bisogna prepararsi bene per vivere a pieno e intensamente il viaggio – ha ribadito don Emanuele Poletti, direttore Upee -. Siamo chiamati a vivere la Terra Santa come Chiesa”. Sul sito oratoribg.it è possibile trovare l’itinerario #esploratoricercasi con cui prepararsi con i propri giovani, mentre nel periodo tra maggio e luglio saranno organizzati degli incontri a livello diocesano. Le indicazioni più tecniche saranno fornite più avanti, ma bisogna far attenzione sin da subito alla data di chiusura delle iscrizioni fissata per il 31 dicembre. Occhio anche al passaporto: da fare o da rinnovare a seconda dei casi. Ora non resta che iscriversi, allenarsi sia fisicamente che spiritualmente ed essere pronti con lo zaino in spalla. Ci aspetta un pellegrinaggio indimenticabile.

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