La storia degli operai reclusi alla Montelungo al Teatro sociale in “Matilde e il tram di San Vittore”

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Una data importante, quella del 27 gennaio, per ricordare e celebrare il giorno della Memoria, e il comune di Bergamo lo fa con numerose iniziative, con un ricco calendario di letture, incontri, mostre e proiezioni cinematografiche realizzate con le associazioni, i musei, le istituzioni culturali e cittadine e con la partecipazione di alcuni istituti scolastici. Come ha sottolineato l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti: “ Vogliamo raccontare, come l’anno scorso, una vicenda ancora poco conosciuta, ovvero di quanto accaduto alla Caserma Montelungo, dove 800 operai scioperanti erano stati raccolti per poi essere deportati a Mauthausen. Una storia importante da raccontare ai giovani, nel tentativo di non dimenticare quanto accaduto. Proprio il Teatro Sociale ospiterà lo spettacolo dal titolo Matilde e il tram di San Vittore in programma l’1 febbraio alle ore 18, che narra per l’appunto la storia degli operai in sciopero che durante la Seconda Guerra Mondiale passarono un periodo di reclusione alla Montelungo”. Uno spettacolo a cui prenderanno parte gli studenti delle scuole bergamasche ma aperto anche al pubblico fino ad esaurimento posti e ad ingresso gratuito, e che invita a riflettere su un tema molto delicato. Elisabetta Ruffini dell’ISREC ( Istituto di Storia della Resistenza) ha sottolineato l’importanza di tornare con una certa attenzione sui luoghi della memoria. “Fondamentale per noi storici è il costante dialogo e confronto con i giovani perché capiscano l’importanza di certi fatti e di come, dal momento che di testimoni della Shoah ne resteranno sempre meno, sia importante che la storia continui a parlare di sé”. Proprio per questo l’ISREC ha portato avanti un progetto di collaborazione con 12 istituti scolastici in cui gli studenti hanno raccolto le testimonianze di 5 deportati alla caserma Montelungo da cui ne sono scaturite dei veri e propri laboratori didattici. Il Presidente del consiglio comunale di Bergamo, Ferruccio Rota, ha invece illustrato le tappe fondamentali della giornata del 27 gennaio a partire dalle ore 10 quando, al Parco delle Rimembranze in Rocca, avverrà la deposizione delle corone d’alloro alla lapide in ricordo degli ebrei bergamaschi deportati nei campi di sterminio. Alle 11, presso la stazione ferroviaria di Piazzale Marconi avrà luogo la formazione del corteo e il raggiungimento del Binario 1 per ricordare i lavoratori del nord Italia deportati da Bergamo nei campi di concentramento. Alle ore 11.30 non mancherà l’omaggio a Pierantonio Cividini, letterato ed educatore internato nei campi di concentramento in Germania, mentre alle ore 12 nel giardino di Palazzo Frizzoni ci sarà un momento di raccoglimento in memoria dei 20 bambini ebrei uccisi nel campo di Neuengamme. Un calendario ricco, quello in ricordo del 27 gennaio che non si esaurirà solo in questa giornata, ma che sarà costellato da eventi collaterali a partire dal 23 fino al 28 gennaio. Tra queste, da menzionare: “La memoria non ha età” il 26 gennaio alle 10.30 presso la Biblioteca Civica Angelo Mai in cui brevi letture sulla Shoah saranno intervallate da brani musicali in collaborazione con il Conservatorio Gaetano Donizetti. “Lettura bendata” è invece un’iniziativa che avrà luogo il 26 gennaio alla Gamec, per grandi e piccoli, in cui una voce narrante leggerà alcuni brani della Shoah che il pubblico ascolterà con gli occhi bendati lasciandosi così coinvolgere dalla narrazione. Il 26 gennaio, invece, alle ore 21, presso il teatro Caverna verrà messo in scena uno spettacolo tratto dal libro “Destinatario sconosciuto” di Katherine Taylor in cui due ebrei, uno in Germania e ‘altro residente in America, hanno un rapporto epistolare fino a che la corrispondenza non si interrompe quando l’ultima lettera torna al mittente in America con la scritta eloquente “destinatario sconosciuto”. Questa e molte altre le iniziative in programma, perché ciò che è stato non venga dimenticato e non venga ripetuto nella storia.

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