Oratorio Stezzano a Napoli: “Con l’oratorio si viaggia con uno stile unico”

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Viaggiare è un’esperienza che segna. È inevitabile. Viaggiando si possono scoprire nuovi luoghi e culture differenti dalla propria. È un’esperienza che in un modo o nell’altro arricchisce chi la vive. Anche con l’oratorio si possono preparare i bagagli e partire, ma il tutto viene caratterizzato da uno stile differente da tutte le altre occasioni. Gli adolescenti dell’oratorio di Stezzano, grazie al progetto InvAdo, hanno potuto scoprire la bellezza della città di Napoli e stringere nuovi legami con i loro compagni di viaggio.

“Il viaggio a Napoli è stato un’esperienza molto bella – racconta Marco Facoetti, educatore dell’oratorio di Stezzano -. Sono stati quattro giorni di fraternità e abbiamo sperimentato con gli adolescenti la bellezza dello stare insieme in un contesto non strutturato. Questa è una tradizione per noi. L’esperienza ha avuto un taglio culturale e questo ci ha dato la possibilità di visitare bene Napoli. La proposta rientra nel progetto InvAdo, che l’oratorio di Stezzano porta avanti in sinergia con il comune e grazie al quale si riescono a coinvolgere tutti gli adolescenti del paese”.

Alla base dell’idea di fare un viaggio insieme, c’è la volontà di fare gruppo come spiega Andrea Pizzighini, un educatore dell’oratorio di Stezzano. “L’esperienza di Napoli è stata costruttiva sia per i ragazzi sia per noi educatori. Ci ha portato a instaurare un rapporto più forte tra di noi e con i ragazzi. L’obiettivo era quello di creare un gruppo forte e solido. Abbiamo scelto di andare a Napoli perché ogni anno scegliamo una città nuova da scoprire e stavolta volevamo valorizzare il territorio italiano”.

Oggi i ragazzi hanno molte più opportunità di viaggiare rispetto a una volta e la scelta di farlo con l’oratorio assume un significato in più. Un valore alla cui base c’è la semplicità dello stare insieme, ma chi vive queste esperienze può portarsi a casa una valigia con tanti bei ricordi e tante esperienza preziose.

“Un viaggio con l’oratorio può dare molto a un ragazzo – spiega Marco -. Pensando a questa esperienza nello specifico, questa proposta ha dato la possibilità di stare con i propri amici, ma anche di intrecciare nuovi legami con altri ragazzi. Con l’oratorio si ha uno stile differente perché non sei in giro da solo, sei accompagnato da educatori più grandi con cui confrontarti. La fraternità e la voglia di stare insieme sono caratteristiche fondamentali per un’esperienza simile. Queste occasioni danno la possibilità di riscoprire la bellezza dello stare insieme. Quando torni a casa hai quello slancio che ti sprona a buttarti in tutte le esperienze quotidiane. È un modo per mostrare anche a chi non frequenta l’oratorio cosa significa far parte di un gruppo così”.

Per l’oratorio di Stezzano il campo adolescenti è un modo per intercettare nuove persone. Una finestra sul territorio che dà l’opportunità anche agli educatori di mettersi e rimettersi in gioco. “Sono tanti anni che faccio l’educatore in oratorio e non è la prima volta che accompagno i ragazzi in un’esperienza simile. Ogni volta, però, imparo qualcosa di diverso – continua Marco -. Questo viaggio mi ha permesso di conoscere, apprezzare e riscoprire i miei ragazzi. Ha dato anche a me uno slancio per rimettermi in gioco come educatore. Scoprire una nuova città con loro è come avere più sguardi. Non guardi le cose solo con i tuoi occhi, ma anche con la prospettiva degli adolescenti. Insieme abbiamo scoperto la bellezza di Napoli andando oltre gli stereotipi”.

Al ritorno da Napoli gli adolescenti non sono gli unici ad avere uno slancio. Anche gli educatori vengono coinvolti dall’entusiasmo e dalla voglia di mantenere vivo il gruppo. “Come educatore mi porto a casa una maggiore conoscenza di me stesso soprattutto per quanto riguarda la gestione dei ragazzi. Tutti gli anni è un’esperienza diversa perché il gruppo cambia – conclude Andrea -. La convivenza con gli altri educatori e i ragazzi mi ha dato la possibilità di entrare in relazione con loro. Mi auguro anche di aver incoraggiato qualche ragazzo a partecipare alle nostre proposte. Anche il semplice saluto quando ci si incontrerà per il paese, sarà un’opportunità preziosa per mantenere un buon gruppo di ragazzi”.

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