Preti del Sacro cuore: una storia di impegno e speranza per la Chiesa di Bergamo

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In cammino da 110 anni a servizio della Chiesa di Bergamo con il carisma della fraternità sacerdotale e di servizio totale al vescovo. Una storia che continua a dare alla diocesi anche tante figure di preti instancabili. Sono le caratteristiche peculiari della comunità missionaria dei Preti del Sacro cuore come emergono nel volume, fresco di stampa, «Preti del Sacro Cuore in Bergamo (1909-2019). Figure e ministeri in più di cento anni» (pp. 652, edizioni Glossa, Milano, a cura di don Luca Testa, prefazione di monsignor Davide Pelucchi, 19° della collana Studi e memorie del Seminario di Bergamo). È stato presentato ufficialmente, alla presenza di un folto pubblico, la sera di venerdì 24 gennaio nella Domus Alexandrina. Il volume, il terzo della serie sulla storia della comunità (il primo nel 1959, il secondo nel 2009), è stato voluto dall’indimenticato monsignor Antonio Pesenti, prete del Sacro Cuore, per anni archivista e cancelliere vescovile, scomparso nel 2009, che ne aveva tracciato la metodologia, come ha ricordato, aprendo l’incontro, don Marco Perletti, prete del Sacro Cuore. «Questo volume — ha aggiunto don Carlo Nava, superiore della comunità — è una storia di annuncio del Vangelo e di speranza anche per il futuro della nostra diocesi, per costruire una storia sempre nuova».

Nel suo intervento, il vescovo ha rinnovato il suo grazie all’intensa opera dei preti del Sacro Cuore, in particolare al vicario generale monsignor Davide Pelucchi, presente all’incontro. Oltre a questa comunità, ha ricordato anche quelle del Paradiso e del Patronato San Vincenzo. «Giunto in diocesi, sono rimasto meravigliato per l’originalità specifica. Credo non esistano in nessun’altra diocesi del mondo. Condivido l’affermazione che questo libro non è soltanto racconto di un passato, ma rappresenta il futuro con un tratto missionario qualificante e qualitativo».

Il volume è suddiviso in sei parti. Nella prima (autore monsignor Pesenti) si ripercorre genesi e sviluppi della comunità, fondata il 4 novembre 1909 dal vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi, e i rapporti con i vescovi diocesani fino a Roberto Amadei. Radini Tedeschi fondò la comunità per poter contare su sacerdoti particolarmente disponibili agli ordini del vescovo, dotati di intensa spiritualità, essere preparati per la predicazione e capaci di guidare le associazioni laicali. I membri interni conducevano vita comune, emettevano il voto di particolare obbedienza al vescovo, si impegnavano a praticare la povertà e tutte le virtù richieste per raggiungere la perfezione sacerdotale. Nella seconda parte (autore monsignor Gianni Carzaniga) si parla dei preti del Sacro Cuore a servizio extradiocesano, fra cui il futuro Papa Giovanni, che fu membro esterno della comunità. Nelle parti terza, quarta e quinta (autori vari) si parla dei preti del Sacro nei ruoli di governo nella diocesi, nella pastorale diocesana e in quella parrocchiale. La parte sesta offre invece materiale bibliografico e documenti.

L’incontro si è poi snodato in stile colloquiale fra lo storico Alessandro Persino e don Luca Testa. Persico ha ricordato la dinamicità pastorale della Chiesa bergamasca nell’Ottocento. «Il vescovo Radini Tedeschi — ha detto don Testa — volle la comunità in Città Bassa come segno di rinnovamento. Volle preti e dinamici, attenti alle novità della società». Persico ha ricordato i rapporti altalenanti con i vari vescovi, pur nella totale fiducia. «Ora il vescovo propone la fraternità sacerdotale. I preti del Sacro Cuore la testimoniano da sempre e possono essere stimolo a livello diocesano, nelle nuove comunità ecclesiali territoriali».

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