Verso l’alt(r)o, la meditazione della settimana: un sorso d’acqua per attraversare il deserto

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La rubrica “Verso l’alt(r)o” offre ogni settimana, ogni venerdì, alcuni spunti di meditazione, preparati per noi da un gruppo di giovani collaboratori dell’Ufficio diocesano Tempi dello spirito. Buona lettura.

Per attraversare quel deserto ho impiegato mille anni di poesia finché ho incontrato te, in un giorno d’estate, e mi hai dato un sorso d’acqua.

(Alda Merini)

 

La poesia è la pista quotidiana che ogni giorno, senza arrendersi all’arsura, la poetessa ha scelto di seguire (e tracciare) per attraversare il deserto. Il deserto, metafora dell’esistenza, è durato finché ella non è stata incontrata da un ‘tu’ che non solo le ha dato ristoro, ma dinnanzi al quale ella ha visto anche compiersi la promessa di bello racchiusa nella poesia stessa. Il sorso d’acqua che viene offerto alla poetessa non sembra essere solo un palliativo momentaneo alla sete, ma refrigerio che fa rinascere.

Qualche giorno fa abbiamo ricordato i Magi che, seguendo la stella, non  sono venuti meno lungo il viaggio, ma sono stati perseveranti. Giunti a Betlemme, essi hanno trovato un Bambino, dinnanzi al quale rinasce la speranza. Egli, come il ‘tu’ della poesia di Alda Merini, offre ristoro a quanti in questa vita sono assetati, dicendo loro: «Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14).

Di fronte alle situazioni di deserto quale è la mia reazione? Mi arrendo all’arsura o cerco di attraversarlo? Oltre alla poesia quali altre piste posso percorrere per procedere nel deserto? Chi è per me il ‘tu’ che mi viene incontro e mi ristora?

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1 commento

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    C’è chi il “deserto” lo attraversa realmente e non metaforicamente, ed io che ho sorseggiato quell’acqua che disseta per sempre, mi domando se nella confusione planetaria in cui si possa viaggiare con la mente ed il cuore in “poesia”, possiamo ancora dare quel “sorso” di salvezza con una nostra testimonianza vera, oppure lasciamo che l’acqua sgorghi a fiumi, senza poterla trattenere neanche per un attimo!

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