Il Carnevale a Cologno al Serio: «Costruire un carro è un bel lavoro di squadra»

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Il Carnevale è ogni anno una festa molto attesa da grandi e piccoli, e negli oratori diventa un’occasione speciale per stare insieme facendo attività diverse dal solito, come costruire un carro. Per Diego Lorenzi, catechista di Cologno al Serio: «è un momento davvero piacevole in cui si possono esprimere spensieratezza, felicità, intraprendenza, la gioia, senza però rinunciare ad applicare le consuete regole di educazione e buon senso, in modo che non ci sia nessun tipo di preoccupazione».

Quando nasce l’idea di costruire un carro per la sfilata dell’oratorio, fin dall’inizio, sin dalle prime esperienze, c’è sicuramente tanto entusiasmo perché bisogna creare insieme qualcosa dal nulla. A questo, come racconta Diego, si collega «la creatività di ogni singolo appartenente “carrista”, dai genitori e a tutti quelli che si sono cimentati in questa bellissima esperienza» e la complicità di poter affrontare insieme le problematiche, impegnandosi a trovare delle soluzioni e a condividere i bei progetti emersi come una vera e propria squadra.

Successivamente, nella fase di costruzione di un carro, emergono molteplici aspetti sia positivi e sia negativi legati «alla complicità nell’aggregazione e alla complicata realtà, perché le cose da fare sono tante e non sempre tutti possono essere disponibili» racconta Diego. Il tempo è un fattore importante per coloro che partecipano alla realizzazione del carro stesso: non sono per nulla scontati le ore, i giorni e addirittura i mesi che vengono sacrificati dai vari partecipanti e dalle loro famiglie per dedicarsi al carro, ai costumi e ai balletti e qui, dice Diego, «l’oratorio, in pieno regime, si rende veramente protagonista a 360° gradi».

Un’altra caratteristica che rende complesso un carro di Carnevale, è la creazione degli automatismi. Diego, infatti, precisa che «tutti i carri che realizziamo hanno sempre degli effetti scenografici automatizzati» compreso quello di quest’anno. Ma non solo, a valorizzare le coreografie che vengono ripetutamente eseguite a ogni fermata della sfilata, quale momento di grande impegno e divertimento per tutti i partecipanti, c’è l’impianto elettrico e audio a bordo-macchina con diverse casse, mixer e microfoni.

Dietro alla realizzazione dei carri ci sono sempre tante persone: quest’anno sono più di cinquanta i volontari coinvolti tra cui Massimo Nozza che realizza i carri con alcuni papà, Claudia Conti che con un gruppo di mamme si cimenta a cucire i costumi e l’adolescente Evelyn che si presta nel realizzare con fantasia le coreografie per la sfilata.

La sfilata è prevista per domenica 23 febbraio nel pomeriggio, e sarà un momento bellissimo ma forse non il più importante: in questo periodo di lavoro, infatti, sono nate amicizie e rapporti di collaborazione preziosi e positivi nella comunità. Nonostante la stanchezza di coloro che si impegnano in prima linea e l’aspetto finanziario che non si può sottovalutare, «credo – sottolinea Diego – che questa tradizione continuerà anche nei prossimi anni, date le aspettative del paese. La comunità apprezza moltissimo la presenza dei carri e le coreografie ogni anno».

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