Fede e cultura hanno la stessa radice: dall’incontro diocesano semi per il futuro

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“Culto e cultura hanno la stessa radice – scrive monsignor Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi – una cultura senza culto diventa un’incultura”. Non a caso questa omelia è stata scelta come lettura di apertura dell’incontro degli operatori della pastorale della cultura, dei beni culturali e delle comunicazioni sociali della diocesi di Bergamo che si è svolto il 25 gennaio alla Casa del Giovane. Il tema di quest’anno “Il campo della cultura” era un invito ad esplorare le esperienze e le storie che si dipanano ogni giorno sul territorio e rileggerle alla luce della missione specifica di quest’ambito, quello di attuare forme sempre nuove di mediazione che sappiano portare il messaggio del Vangelo e stili di vita buona nel nostro tempo, perché “alla radice di ogni servizio – come ha sottolineato il vicario episcopale monsignor Vittorio Nozza – c’è la fede”.

“L’esperienza umana della fede – ha sottolineato il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi – si esprime attraverso le diversissime forme della cultura e continua a interpellare la coscienza, l’intelligenza e la libertà degli uomini”.  Il vescovo ha sollecitato ad accogliere l’invito di Papa Francesco a tornare all’essenziale, che per un cristiano – ha detto – “non è un’idea, ma è Cristo stesso”. 

La cultura, ha sottolineato più volte il vescovo, “è strettamente legata alla libertà”. Un valore che non va mai dato per scontato, perché “Ogni volta che lo consideriamo definitivamente affermato apriamo la porta al suo svuotamento”. Monsignor Beschi è partito dall’immagine semplice di un cane che manifesta gratitudine agitando la coda: per lui è un gesto istintivo, per l’uomo un gesto di riconoscenza è sempre vincolato alla sua libera scelta, quindi alla libertà, e con esso sancisce l’ingresso nel variegato campo della cultura. Il vescovo ha poi ricordato qual è il compito fondamentale delle Cet: “Trasformare gli infiniti gesti di solidarietà, di giustizia, di rispetto che avvengono sul territorio in un clima, in un modo di vedere la vita” e ha invitato a proseguire con impegno in questo servizio, esprimendo gratitudine verso tutti coloro che se ne fanno carico ogni giorno nelle comunità parrocchiali. Particolarmente interessante e fertile il lavoro dei workshop, una decina, suddivisi fra cultura, beni culturali e comunicazioni sociali. E’ stato dato spazio a esperienze concrete sulle quali è stato possibile confrontarsi per ricavare strumenti utili per tutti i partecipanti. Il metodo di approfondimento di casi concreti ha permesso di intrecciare nuove relazioni tra le comunità e in qualche caso ha fatto intravvedere la possibilità di nuove collaborazioni e progetti comuni. Sono in programma incontri di formazione e approfondimento proposti dagli enti diocesani della cultura, dei beni culturali e delle comunicazioni sociali: per informazioni clicca qui. . Per scaricare i materiali e gli interventi dell’incontro diocesano si può cliccare qui.

Le foto sono di Chiara del Monte.

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