La storia di don Pietro Buffoni, fondatore dell’opera ritiri gratuiti a Botta di Sedrina

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Una vita spesa per diffondere i ritiri spirituali gratuiti. È stata quella di don Pietro Buffoni. La sua vita e opera è ripercorsa efficacemente e storicamente nel volume «Don Pietro Buffoni. “Un uomo da nulla”, fondatore dell’Opera ritiri gratuiti agli operai della Botta di Sedrina (Bergamo)», 20° della Collana Studi e memorie del Seminario di Bergamo (pp. 300, prefazione del vescovo Francesco Beschi). Ne è autore monsignor Giancarlo Carminati, docente in Seminario, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni, fra cui la monografia su don Fortunato Benzoni, cofondatore della comunità missionaria del Paradiso (17° volume della stessa collana). Sarà presentato ufficialmente martedì 11 febbraio, con inizio alle 20,30, nella chiesa parrocchiale di Botta di Sedrina con l’intervento dell’autore. Il volume si apre con l’introduzione dello storico monsignor Goffredo Zanchi, in cui ricorda la «ragguardevole attività pastorale» di don Buffoni negli anni centrali del Novecento e il suo intuito per la convinzione che, per avvicinare giovani e popolo, non erano sufficienti cinema e attività sportive negli oratori, ma si doveva puntare su una formazione che desse frutti duraturi, come erano gli esercizi spirituali. Sette i capitoli del volume, che ripercorrono tutte le tappe della vita sacerdotale di don Buffoni, per concludersi con una antologia dei suoi scritti, da due appendici e dalla postfazione di don Giacomo Rota, attuale direttore dell’Opera, che ne ripercorre gli ultimi tempi.
Don Buffoni nasce a Presezzo il 17 ottobre 1900. Ordinato sacerdote nel 1928 e destinato a Botta di Sedrina, nel 1933 tiene in oratorio un corso di esercizi spirituali gratuiti per otto giovani. È il primo di una lunga serie, nell’ottica di rinnovare la fede cristiana nella gioventù. Con l’appoggio dei vescovi, la sua iniziativa si allarga progressivamente in tre case (Villongo, San Patrizio di Colzate, Martinengo), per trovare poi sede definitiva nella grande casa a Botta di Sedrina, dedicata a San Giuseppe. Da 1945 don Buffoni si dedica totalmente all’Opera, che nel frattempo si arricchisce della presenza delle suore Oblate di Santa Marta e di collaboratori laici pendolari o a tempo pieno. Muore il 16 luglio 1976, sempre convinto della perenne validità degli esercizi spirituali nella formazione dei laici e nella pastorale parrocchiale di ogni epoca. Con l’andare del tempo, nella casa di Botta di Sedrina, oltre ai ritiri, he hanno visto nascere vocazioni maschili e femminili, si sono tenuti anche adorazioni mensili, scuola di preghiera per giovani e adulti, incontri vicariali e diocesani, cura di persone ammalate o anziane. L’opera si è trasferita nella nuova sede di Zogno l’11 agosto 2014. Un trasferimento — come tiene a precisare don Rota nella postfazione — che non significa «fine di questa piccola grande storia. Non rinunciamo alla semina, lasciando campo libero alla Provvidenza». Attualmente, l’opera è formata dalla comunità di 7 religiose Oblate e dalla comunità San Giuseppe con 2 sacerdoti e un laico.

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