Sul palcoscenico per rinascere: un luogo dove incontrarsi oltre gli stereotipi

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Da poche settimane ha preso avvio la seconda edizione del laboratorio teatrale realizzato nell’ambito del progetto PON-Te, promosso, a partire dallo scorso anno, da un consorzio di enti pubblici e privati, attenti ai bisogni di persone in condizione di grave emarginazione, tra cui il Comune di Bergamo, l’Opera Bonomelli Onlus e la Caritas Diocesana Bergamasca, come spazio di incontro tra cittadinanza e persone fragili.

Il laboratorio, infatti, è stato pensato per andare oltre la risposta che il progetto PON-Te offre a persone in condizione di fragilità e marginalità sociale, attraverso la dedicata rete di servizi che permettono l’inserimento in percorsi personalizzati finalizzati alla ri-costruzione di una quotidianità lontana dalla strada: «L’idea che sta alla base di PON-Te è quella di mettere a disposizione di chi ne ha bisogno degli spazi che siano rifugio e luogo di relazione» spiega Silvia Salvi, operatrice presso l’Opera Bonomelli Onlus. L’obiettivo di PON-Te, infatti, è articolato e prende forma attraverso quattro azioni: incontrare, stare bene, abitare e attivare. Ciascuna di esse è associata ad uno degli eterogenei servizi ed attività messi a disposizione talvolta non soltanto degli utenti, ma anche dell’intera cittadinanza.

Se “Housing First” e “Sicuri Sicure”, ovvero l’abitare e lo stare bene, sono pensati e proposti esclusivamente a favore delle persone fragili, i laboratori dell’attivare sono stati ideati, invece, per essere non soltanto lo spazio e il tempo per ri-attivare competenze artistico-professionali individuali, ma anche e soprattutto per ri-attivare le relazioni con il resto della cittadinanza. I laboratori attivati al Galgario, in particolare, tra cui appunto quello di teatro alla sua seconda edizione, oltre che quello di fotografia, di pittura e di scultura, sono rivolti non soltanto ai beneficiari del progetto, ma anche e soprattutto a tutti coloro che sono interessati a queste discipline. «Si tratta di laboratori molto attrattivi, che hanno visto tanto nella loro prima edizione, che per questa seconda edizione teatrale, una richiesta maggiore dell’offerta che possiamo garantire» commenta Silvia, che continua «I laboratori si compongono di quindici, venti partecipanti al massimo, equamente suddivisi tra beneficiari del progetto e cittadini. Durante il percorso (il laboratorio teatrale, ad esempio, prevede un incontro settimanale, ogni mercoledì dalle 20 alle 22, per un totale di 15 incontri, ndr), i partecipanti sono accompagnati da un educatore e da un esperto della disciplina, che noi chiamiamo maestro d’arte, e che, oltre a condurre le dinamiche dei singoli incontri, costruiscono, insieme agli attori in questo caso, un percorso che inizia con un lavoro di conoscenza del sé e del gruppo e di decisione del tema sopra cui lavorare, fino alla costruzione della performance conclusiva. La maestra d’arte che guida il gruppo, quest’anno come lo scorso, è Silvia Briozzo, un’esperta di teatro come strumento di espressioni di emozioni e di incontro, relazione e rielaborazione della marginalità, che quest’anno, insieme al gruppo, ha scelto di lavorare e portare in scena uno spettacolo relativo ai sogni e ai desideri».  

Da un bilancio di questo primo anno di attività, cui si aggiunge la seconda edizione del laboratorio teatrale, i laboratori per attivare ed incontrare del progetto PON-Te vantano senza dubbio un bilancio positivo: le persone fragili coinvolte nei laboratori, infatti, sono state circa un centinaio, suddivise nei vari laboratori, cui vanno sommate i non ancora quantificati cittadini che si sono aggiunti. «Trattandosi della prima volta del progetto, non possiamo che dirci soddisfatti, sia per la partecipazione sia per il grande lavoro di rete, di tessitura di un filo conduttore che guida e unisce realtà anche molto diverse, ma tutte accomunate dall’attenzione alle fragilità presenti in città, prendendosene cura e trasformandole in potenzialità per la cittadinanza» conclude Silvia.

 

Per avere maggiori informazioni sul progetto, scrivere a progettoponte.bg@gmail.com o visitare la pagina Facebook Progetto PON-Te Bergamo.

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