Quale direzione devo dare alla mia vita? I dubbi degli adolescenti sul futuro

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Ci sono molte domande, che si annidano nella mente di ogni adolescente come ad esempio: “Quale direzione devo dare alla mia vita per poter immaginare chi sarò e cosa farò da grande?”

Questa è sicuramente una delle domande di maggior interesse tra i giovani d’oggi e ci regala una visione piuttosto sfuocata della percezione che loro stessi hanno del loro futuro, infatti crediamo che la giusta premessa sia legata al modo di porsi del mondo adulto.

Uno degli errori maggiormente commessi risulta essere la disattenzione nel promettere cose che gli adulti non sono in grado di mantenere poiché contrariamente alla loro convinzione di sapere tutto di qualsiasi cosa non sono affatto esaurienti.

La società odierna percepisce il lavoro come una parte fondamentale della vita, infatti lo si definisce un ambito dal multiforme sviluppo personale, perciò da collocare dentro al nostro modo di intendere e sognare il nostro futuro.

La realizzazione, al giorno d’oggi, ormai non è “Voglio fare un lavoro che mi piaccia, che mi faccia stare bene”, ma purtroppo l’attenzione principale è quanto si possa guadagnare attraverso quel determinato impiego .

Un altro tema importante nell’ambito lavorativo è quello della relazione: in particolare è bene citare il concetto del “Lavorare per e con”, cioè svolgere un lavoro che concili sia il mio bene che quello di tutta la comunità che ci circonda.

Altri concetti importanti sono quelli correlati al rapporto lavoro-rispetto ambientale e lavoro solidarietà/attenzione alla giustizia sociale.

Nonostante i grandi cambiamenti, i giovani sono cresciuti e hanno ricevuto insegnamenti importanti ma in questo periodo storico : “Verso quale direzione si sta muovendo il mondo del lavoro per i giovani?

La risposta purtroppo è questa: stiamo andando incontro al disinteresse di quelli che sono i bisogni affettivi e sociali dell’uomo e ci stiamo addentrando in un mondo nuovo in cui, per non ritrovarci disoccupati dovremo mettere da parte la nostra dignità e accettare qualsiasi condizione.

Dal rapporto OCSE, tratto  da uno studio basato sul progetto “Pisa 2018” si evince che circa la metà degli adolescenti provenienti da 41 paesi aspira a esercitare soltanto 10 professioni tra cui il  medico, l’avvocato , l’architetto.

Questi dati sono in contraddizione con il rapporto Tomorrow’s Job di Microsoft che prevede che il 65% degli studenti di oggi svolgerà lavori che ancora non esistono.

Inoltre sempre dal rapporto OCSE emerge che nei Paesi dove vi è una consolidata formazione professionale si riscontra una gamma di aspirazioni professionali più ampia.

Un altro elemento importante da sottolineare è il preoccupante disallineamento tra istruzione ed esigenze del mercato del lavoro.

Da qui sorge spontanea una domanda: “I ragazzi sanno quello che devono studiare per fare il lavoro che sognano?”

Nella maggior parte dei casi la risposta è NO.

Infatti molti adolescenti sognano posizioni ambite nel mondo del lavoro ma non sono disposti ad iscriversi all’università.

Secondo l’OCSE ciò che occorre è aiutare gli studenti a fare la scelta migliore per il proprio futuro professionale, proponendo più stage, visite aziendali e la figura di un consulente per l’occupazione all’interno di ogni scuola.

Ecco allora alcuni spunti emersi nel progetto “S.bilanciati sul filo del lavoro” su cui possiamo riflettere: Comunità e lavoro sono la prima forma di economia circolare, il lavoro non ha solo una ricaduta economica ma è anche esperienza sociale.

Concludendo il lavoro si crea dentro ad un contesto di relazioni infatti è sempre un lavorare con e per qualcun altro.

Isabel Carlessi e Leonardo Fustinoni

Alternanza scuola-lavoro presso Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro

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