Respiro Cobalto: l’abbraccio di una poesia recitata al telefono

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In un tempo in cui il toccare sfugge dalle mani dell’uomo, non resta che affidarsi alla poesia per provare a varcare ogni confine fisico e mentale. Nasce così «…Voglio dirvi qualcosa che vi tocchi…», iniziativa ideata da Clara Luiselli e Laura Mola. Artista visuale la prima, attrice teatrale la seconda, nel 2010 hanno fondato RespiroCobalto, alla continua ricerca di nuovi spazi e dimensioni da sfiorare, conoscere ed approfondire, utilizzando in prevalenza la comunicazione corporea.

«Fin da subito, volevamo proporre qualcosa che potesse restituirci le componenti umane del contatto e incontro con le altre persone  – spiega Clara Luiselli, curatrice di diversi laboratori artistici presso la GAMeC -. Non potendo, logicamente, usare la fisicità del corpo, abbiamo delegato questo compito alla voce, poiché capace di attraversare gli spazi, avvicinandoci reciprocamente».

Diversamente da molti gruppi teatrali, però, RespiroCobalto non ha offerto delle registrazioni di testi o letture, bensì un progetto che tocca di volta di volta una singola persona. Attraverso chiamate vere, dal vivo. E in un momento storico in cui circolano perlopiù brutte notizie, il duo di bergamasche propone un’iniziativa che, via telefono e grazie al potere della poesia, vuole essere «una boccata d’aria rinfrescante, un antidoto capace di donare qualche minuto di sollievo».

A partire dal 6 marzo scorso, Laura Mola ha iniziato a chiamare le persone interessate, leggendo loro alcune rime di autori più o meno noti. Le modalità per partecipare al progetto sono le seguenti: si può scegliere – previa email di prenotazione a respirocobalto@gmail.com – il brano che si vuole ascoltare, o, altrimenti, ricevere una poesia inattesa. La chiamata, per la quale viene chiesto un piccolo contributo, funziona sia come dono a se stessi sia come regalo ai propri cari.

«Alcune persone hanno lasciato delle poesie sospese, a beneficio di sconosciuti – continua Clara -, che poi recapitiamo telefonicamente a chi pensiamo possa giovarne. Allo stesso modo, abbiamo anche deciso di donare alcune letture a medici e infermieri, come segno di vicinanza e gratitudine».

L’invito, quindi, è quello di sciogliersi dietro l’abbraccio toccante di una voce, trasportati dal ritmo di liriche che sono capaci di lenire e curare. Nella certezza che la bellezza della poesia salverà il mondo. Anche all’epoca del Covid-19.

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