Spesa per l’oratorio: a Parre i giovani aiutano le famiglia in difficoltà

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La pandemia ha toccato profondamente la società bergamasca. Non si tratta solo del numero di contagi, ma anche di tutto ciò che esso comporta. Gli effetti prodotti dal coronavirus hanno messo in difficoltà molte famiglie e, in risposta, sono nate tante iniziative che possano aiutare a fronteggiare il problema. Anche l’oratorio di Parre ha scelto di non rimanere a guardare e di scendere in campo. La comunità si è ritrovata coinvolta direttamente nella pandemia in molti modi. Anche il parroco, don Armando Carminati, è stato contagiato dal virus, si è ammalato gravemente, si è curato a casa ed è guarito anche per merito dell’affetto, del sostegno e della solidarietà dei suoi parrocchiani.
La mobilitazione sul territorio è stata forte anche per non lasciare sole le persone bisognose. Grazie alla collaborazione tra un gruppo giovani ampliato e il comune, l’oratorio ha potuto aiutare tante famiglie in difficoltà e finanziare progetti futuri.

“L’iniziativa è nata dopo la raccolta dei primi alimenti portata avanti da don Armando e alcuni volontari – racconta Luca Castelli, giovane dell’oratorio di Parre -. Una volta distribuiti gratuitamente gli alimenti alle famiglie più bisognose del paese, sono avanzati diversi prodotti che da lì a poco sarebbero scaduti. Con questi abbiamo lanciato la proposta della spesa per l’oratorio. Chi voleva lasciava un’offerta e ritirava ciò di cui aveva bisogno e il ricavo veniva donato interamente all’oratorio”.

L’idea della spesa in oratorio ha permesso a tutte le famiglie di fare una donazione per ricevere in cambio un pacco-spesa. In ogni borsa erano presenti alimenti di vario genere come pasta, lattine di pomodoro, biscotti e molto altro. Così facendo anche chi ha vissuto momenti di difficoltà, ma non ha voluto esporsi, ha potuto accedere a questo servizio.

Le buste distribuite dall’oratorio di Parre sono state circa settanta in un paio di giorni e in tanti aderito con la scelta di non ritirare il pacco-spesa. “Molte famiglie hanno partecipato e qualcuno ha anche solamente lasciato un’offerta senza voler nulla in cambio – prosegue Luca -. L’iniziativa è andata bene. Il nostro obiettivo principale era quello di raggiungere e aiutare anche coloro che non volevano mostrarsi in difficoltà. Siamo rimasti colpiti dalla partecipazione della comunità”. Inoltre, la proposta è riuscita a coinvolgere anche nuovi ragazzi con un’età compresa dai sedici ai diciotto anni facendo crescere il gruppo giovani già esistente.

In poco tempo, i giovani dell’oratorio di Parre sono riusciti a regalare un po’ di serenità a una comunità provata dalla pandemia. “Nonostante il grande momento di crisi molte famiglie di Parre hanno voluto dare una mano a chi si è trova in difficoltà – commenta Luca -. Gli adulti sono felici di vedere giovani pronti ad aiutare e donare un sorriso a tutti. Personalmente, sono rimasto colpito dai nuovi ragazzi che si sono messi a disposizione. Spero che questa iniziativa sia un modo per farli partecipare alle prossime iniziative con lo stesso entusiasmo”.

“Il nostro gruppo è nato con l’intento di regalare un sorriso ai nostri compaesani – conclude Steven Ferrari, un altro giovane volontario -. Vista la difficile situazione, abbiamo deciso di fare qualcosa per il nostro paese e abbiamo avuto davvero una buona risposta. Basta pensare che il numero dei volontari è praticamente raddoppiato. Oggi possiamo dire di esserci riusciti. Abbiamo donato un sorriso alla comunità. Siamo soddisfatti e felici di essere riusciti a portare a termine ciò che avevamo in mente. Ora vogliamo proseguire con nuove proposte e siamo più carichi che mai”.

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