“Senza sconti”. Un libro che fa respirare

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Foto: don Sergio Massironi (a sinistra) e Sergio Astori (a destra)

In questi lunghi mesi caratterizzati da relazioni più virtuali che reali, nel tempo libero da riunioni, consigli scolastici ed ecclesiali, equipe, meetings online per i più disparati motivi, mi sono dedicato ad accostare alcuni testi. L’intento era quello di sfruttare questo tempo per un po’di aggiornamento teologico e pedagogico (ho esultato quando, finalmente, dopo due anni che, in Quaresima, mi fermavo a pagina 40 causa mancanza di tempo, ho finalmente terminato la lettura per intero, gustata davvero molto, della Teologia dei tre giorni di Hans Urs Von Balthasar. So che i teologi di professione rideranno di me per questo… ma per me, curato di Oratorio, questa è una conquista non da poco!).

Avevo tempo e ho letto

Ma l’intento era anche di  leggere qualcosa che mi facesse “respirare”, che mi aiutasse ad abitare questo tempo di prova per me e le mie comunità, aprendomi orizzonti di senso e regalandomi chiavi di lettura e interpretazione innanzitutto della mia identità, della mia storia. Ho trovato questo in un libretto bellissimo, scritto a quattro mani da Sergio Astori e don Sergio Massironi. Ho avuto la grazia di conoscere di persona Sergio Astori, psichiatra e docente di psicofarmacologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, mentre conosco don Sergio per i suoi scritti, sia sul suo blog, che sull’Osservatore Romano, così come per quel preziosissimo contributo che è il testo La sfida dell’unicità, volume traboccante di passione educativa che ho utilizzato per qualche riflessione con i miei giovani.

Fede, Vangelo, cultura e vita

Sergio e Don Sergio, nel loro volumetto, hanno fatto qualcosa di splendido, che mi ha davvero aiutato molto: hanno intrecciato meravigliosamente fede, Vangelo, cultura e vita. Il costante alternarsi di esperienze di vita concreta, a volte legate a situazioni di disagio e marginalità, con una rilettura del vissuto umano alla luce dell’incontro con la Parola, permettono al lettore di prendere coscienza del perenne intersecarsi della Parola di Dio con la vita quotidiana, fino a diventare un tutt’uno non soltanto in quest’opera letteraria, ma anche nella vita concreta di chi legge e ha modo di riconoscersi in diverse delle molteplici situazioni descritte nel testo.

La Parola, poi, si fa carne dentro alcune parole chiave, che danno il titolo a ciascun capitoletto, parole che in questi giorni di “ripresa” assumeranno una valenza decisiva ai fini della generazione di un futuro buono: tenerezza, sincerità, incanto, rispetto, fiducia, coraggio, impegno, misura, fedeltà, profondità, speranza, passione. Sono le parole buone dell’uomo e del cristiano. Su questi aspetti, davvero ci giochiamo tutto: qui ne va della vita,  della fede e del domani della nostra società.

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