La Caritas bergamasca, don Claudio Visconti, la magistratura e le molte notizie. Da verificare

I giornali parlano di un’inchiesta della magistratura riguardante la Caritas bergamasca e in particolare don Claudio Visconti, direttore della Caritas Bergamasca fino al 2018. L’inchiesta riguarda l’uso dei fondi ministeriali destinati agli immigrati. Don Claudio Visconti si trova a Bruxelles dove presta “servizio pastorale agli emigranti italiani”, come recita la guida ufficiale della diocesi. Fino ad ora nessuna misura cautelare è stata presa nei suoi riguardi e neppure nei riguardi di altri indagati.

Gli strani processi prima dei processi

I semplici banali cittadini come noi siamo restano un po’ straniti di fronte a questi processi prima del processo. Ma così va il mondo, quello della giustizia e quello del giornalismo, in Italia almeno. Dobbiamo reagire a quello che si dice senza sapere se quello che si dice è vero e in che misura. Da qui, alcuni appunti.

La grande missione della Caritas. Il potere del Direttore

Primo. Don Claudio Visconti è un prete che ha diretto Caritas degli anni 2017-2018, quella della gravissima emergenza immigrati. La Caritas di Bergamo ha svolto una missione di enorme portata, anche in sostituzione delle istituzioni pubbliche che non erano in grado di reggere l’urto. La Caritas ha dovuto gestire molte persone – immigrati e collaboratori – e ha dovuto gestire una massa considerevole di soldi.

Secondo. Don Claudio Visconti ha interpretato alla perfezione, in tempi vicini a noi, la figura del prete bergamasco, generoso e capace: ha fatto molte cose e le ha fatte senza badare a spese. Quel ruolo comportava anche una buona dose di potere. Il buon prete bergamasco, spesso – in diversi ambiti – ha avuto potere e qualche volta lo ha ancora. Doveva e poteva decidere. E decideva. E anche oggi, quando è il caso, decide. Anche don Visconti ha avuto potere e ha deciso. 

Il prete che ha potere talvolta fatica a osservare le regole. Don Claudio Visconti deve spiegare se ha sempre osservato le regole

Terzo. Può accadere che il prete bergamasco, conscio del suo potere, abbia un’idea “sospettosa” di poteri diversi dal suo. E che qualche volta – non sempre – tenda più a difendersi da questi poteri, che a collaborare. Allo stesso modo può capitare che qualche volta non osservi le regole, soprattutto quando sono farraginose e rallentano le molte cose che deve fare e che deve fare subito. Se non osserva le regole non lo fa per vantaggi suoi, ma per vantaggi della causa, “a fin di bene”. Non si sente in colpa se, per poter fare bene e subito il bene, lascia perdere qualche virgola delle carte, sempre a fin di bene. 

Don Claudio Visconti deve spiegare se anche lui ha scavalcato qualche regola, se – come dicono finora le accuse – ha fatto arrivare alla Caritas più soldi di quelli che dovevano arrivare (certo per usarli per i fini della Caritas, ma con qualche interpretazione più ampia delle leggi e degli accordi…). Insomma se sono vere le notizie che appaiono sui giornali e che fanno riferimento a intercettazioni telefoniche che bisogna spiegare. Infatti, adesso che la notizia è pubblica, anche le spiegazioni devono essere pubbliche, nei tempi e nei modi più opportuni, non solo perché le chiede la stampa, ma perché sono necessarie alla Chiesa. 

I problemi della Chiesa quando si confronta con la società

Quarto. Una considerazione a monte, anzi due. La faccenda non riguarda solo la Chiesa come tale, ma i rapporti della Chiesa con la società. La messa e i sacramenti interessano poco, mediamente, l’opinione pubblica. La Caritas interessa molto perché fa molto fuori dalla Chiesa, nella società. Ma nella società la Chiesa deve esercitare una buona cittadinanza, altrimenti rischia non solo di avere poco peso in dentro la Chiesa, ma anche nei suoi servizi fuori della Chiesa. Inoltre – seconda considerazione – questo fatto arriva quando sta per finire la pandemia. Non so se l’hanno fatto apposta, ma è evidente che la coincidenza è cruciale. Non bastano i gesti belli, bellissimi anzi, fatti durante il coronavirus, ma bisogna fare Chiesa e i buoni cittadini credenti anche nella situazione normale che, si spera, riprenderà. Bisogna che ce lo ripetiamo. La Chiesa non è solo la Chiesa della pandemia, ma la Chiesa di sempre, quella della messa domenicale, della catechesi e quella della Caritas, dei migranti, dei soldi gestiti bene, come leggi e accordi comandano. 

La Caritas e, quando lo avviseranno, anche don Claudio Visconti, sono a disposizione della magistratura. Potranno dare tutte le spiegazioni necessarie, per loro e per tutti.