La Ferragni, gli Uffizi e la cultura

Anche un selpfie della Ferragni può essere un buon stimolo alla cultura

Innanzitutto, don’t worry! Se temete di trovare l’ennesimo articolo che si schiera contro la visita alla galleria degli Uffizi di Firenze della blogger Chiara Ferragni, moglie del rapper Fedez, vi posso assicurare che non lo troverete.

Non lo troverete per un motivo ben preciso. Quale? Semplice! Non ha senso creare problemi dove non ce ne sono in una vita complessa che ne ha già molti: tutto qui.

Il selfie della Ferragni non è un problema

Deve costituire problema il selfie di una blogger famosa dinanzi alla Nascita di Venere di Botticelli? Perché? Quanti turisti fanno lo stesso? E deve creare scalpore il fatto che se la suddetta vip posta il suo selfie dinanzi alla sopracitata opera ottiene non solo un numero enorme di “like”, ma anche un aumento del 27% di visitatori in pochi giorni, soprattutto tra i giovani?

Beh, mi sarei stupito se questo fosse avvenuto per un selfie con l’opera del Botticelli del curato di Grumello e Telgate, che ha probabilmente competenze artistiche non troppo superiori a quelle della Ferragni e, ahimè, un’estetica molto meno attraente (eh sì, di Davide nella Bibbia si scrive che era “Fulvo e gentile di aspetto”… beh, mi consola che, per ora, mi è rimasto almeno ancora un po’ di “fulvo”). Ma non mi stupisco certamente perché questo boom di visite è avvenuto a seguito della visita di questa bella, giovane e famosa ragazza.

Il selfie della Ferragni non è un’offesa alla cultura

Peraltro, la presa di posizione di alcuni critici d’arte, secondo i quali il suo selfie, o addirittura la sua sola presenza presso la galleria degli Uffizi, costituisce un’offesa alla cultura, mi sembra inaccettabile e insostenibile. Questo perché, a mio parere,

con queste critiche si manifesta un certo elitarismo culturale,

tale per cui solo chi ha titoli accademici importanti, cattedre da docente in università e, soprattutto, la possibilità di dedicarsi esclusivamente allo studio, sarebbe degno di esprimersi su questioni culturali. Io non credo questo sia vero e nemmeno giusto. Personalmente, leggo e cerco di studiare testi di teologia, pedagogia e psicologia anche se non ho le competenze e nemmeno il tempo di studiare di chi per ministero o mestiere dedica a questa attività la maggior parte del suo tempo. Offendo forse le discipline di cui accosto i testi per questo? Non credo, tanto più che riconosco i miei limiti e, dinanzi a chi ha titoli e competenze, taccio, ascolto e cerco di imparare qualcosa.

Il selfie della Ferragni può essere un buon punto di partenza

La questione, dal mio punto di vista è questa: accesa la miccia, il fuoco va tenuto acceso! Se la visita di Chiara Ferragni ha costituito un imput per molti giovani per recarsi a visitare le meraviglie degli Uffizi, ben venga! L’importante è che dalla contemplazione di quelle opere d’arte scaturisca

il desiderio di un approfondimento e uno studio

che non può essere richiesto a una blogger! Se anche solo qualche giovane si è emozionato dinanzi a qualche opera e ha iniziato così un percorso che lo condurrà ad affrontare la bella, ma anche faticosa avventura dello studio della storia dell’arte, la sua passione sarà forse sminuita dal fatto di essere scaturita dall’emulazione della visita di una blogger famosa a una galleria d’arte? Il problema sta nel fatto se tutte quelle persone che, imitando Chiara, si sono recate agli Uffizi, vi sono andate solo per farsi il selfie di fronte all’opera del Botticelli, senza nemmeno fermarsi a guardare l’opera per qualche minuto con i loro occhi!

Mi ricordo lo spettacolo di vecchie trasmissioni televisive

Questa vicenda mi ha fatto pensare, rimandandomi con la mente a qualche anno fa, quando capitava più frequentemente di assistere a dibattiti televisivi su questioni etiche importanti, quali l’aborto, l’accanimento terapeutico, la questione del peccato e della colpa ecc., nei quali venivano coinvolti, oltre all’esperto di bioetica che portava il pensiero teologico e filosofico della Chiesa, personaggi del mondo televisivo. Ora, anche in questo caso, non mi creava problemi il fatto che in televisione si proponessero alla riflessione questioni delicate, cosa che, anzi, poteva essere utile.

Mi infastidiva, invece, assistere agli ululati del pubblico maschile presente in studio che applaudiva fragorosamente il parere della soubrette scollata e con super minigonna che portava i suoi “argomenti”,

impedendo con cori quasi da stadio al povero vescovo teologo, col clergyman grigio e un po’stempiato, di esprimere la sua riflessione. Con questo voglio affermare che, in fondo, poco importa quale sia lo stimolo ad aprire una riflessione seria: venisse anche, questo, dalla persona più improbabile, se attiva un dibattito o un approfondimento serio, non vi è nulla di male. Ma non si può dimenticare che non esiste riflessione, dibattito, confronto serio che non sia preceduto dall’impegno nello studio attento, puntuale, profondo delle questioni in gioco. Senza questo, non c’è cultura e si crea il rischio che a fare la verità siano gli ululati di qualche maschietto dinanzi alle argomentazioni estetiche della soubrette di turno.

Immuni_italia
  1. Pericolosi i “malpensanti” che ritengono che una “Venere” dei tempi moderni non possa essere degna di frequentare un Museo! Quella puzza sotto il naso con cui si debba contrastare un comportamento, una volta tanto, di qualità e non semplicemente per spot pubblicitari pagati, ci potrebbe portare a pensare che a volte, la notorietà orientata per la “bellezza” è un toccasana alla indifferenza verso la cultura di una generazione viziata ed insoddisfatta! Chissà se ciò avverrà anche per un concerto o un teatro…e dovunque la bellezza desiri incontrarsi con i “giovani”, proiettati nel futuro!

  2. In effetti potrebbe essere un buon metodo ! Si potrebbe invitare a Messa la Ferilli…proponendogli di fermarsi fino alla consacrazione per un aperitivo ! Sai quanti vorrebbero in chiesa e magari qualcuno potrebbe chiedersi se il il vino sappia del sangue di Cristo ! Oppure Vasco Rossi…magari qualcuno s’interrogerebbe sul senso religioso che traspare da alcune sue canzoni !! Pensiamoci !

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