Verso l’alt(r)o, la meditazione della settimana: la meraviglia della rinascita

La primavera che sorprende

“Più morbida, più lieve

l’aiuola, ecco, s’inturgida

candide come neve

ondeggian le campanule,

un vivo ardor di fuoco

va dispiegando il croco;

il suol di sangue stilla,

lo smeraldo sfavilla.

Le primule si gonfiano

con borioso piglio;

mentre l’astuta mammola

s’asconde ad ogni ciglio;

un alito possente

scuote la vita intera.

È viva, è qui presente

ormai la primavera”

Johann Wolfgang Goethe, Primavera vicina

È proprio vero che più le cose sono sotto il nostro naso, più non le vediamo o ci sembrano nascoste. Quest’anno per la prima volta (dopo ben 27 primavere!) mi sono accorta di quanto sia bella la rinascita della natura dopo il freddo e spoglio inverno. Mi sono profondamente meravigliata al vedere come dai rami degli alberi, apparentemente secchi e privi di vita, piano piano comparissero dei piccoli germogli e a seguire delle splendide foglie di un verde brillante, pieno di vita. Mi sono stupita di come da semplici cespugli potessero nascere dei fiori spettacolari. Quest’anno per la prima volta ho iniziato a prendere consapevolezza dei prodigi che accadono nella natura in primavera: questi si ripetono ogni anno, ma io non gli ho mai dato troppa attenzione. 

Mi sono chiesta come avessi fatto a non accorgermene prima: come ho fatto a non notare una cosa così bella? Eppure è sempre stata sotto i miei occhi, è sempre stata evidente! Mi viene in mente Gesù: ha compiuto gesti straordinari, ha lasciato segni espliciti, eclatanti, eppure i discepoli e le folle di quel tempo non sempre lo hanno riconosciuto, non sempre sono riusciti a cogliere la sua grandezza. Pensando alla mia vita, alle mie esperienze, mi rendo conto che spesso non ho saputo cogliere la bellezza che ho sempre avuto davanti agli occhi, perché in quel momento il mio sguardo era rivolto altrove, verso qualcosa di più lontano; il mio pensiero era distratto dalla frenesia delle giornate, dagli impegni e dalle preoccupazioni quotidiane. 

In quei momenti il Signore non manca di metterci al fianco dei veri angeli custodi: persone che ci aiutano ad aprire gli occhi e a farci capire che non bisogna guardare troppo lontano per assistere a veri e propri miracoli. Quanta gioia nel cuore ogni volta che ce ne rendiamo conto! Una gioia che diventa davvero contagiosa.

Auguro a ciascuno di avere la fede e la grazia di vivere, di assistere e di custodire, ogni giorno, la meraviglia della rinascita.

Francesca Avogadro